Cara amica, caro amico,
comunque la pensi, qualsiasi sia il tuo orientamento politico, domenica 12 e lunedì 13 vota e convinci i tuoi amici dell'importanza dei Referendum!
Domani si vota: metti la sveglia, e vai a votare al mattino. Ciascuno di noi ha il diritto di esprimere il proprio parere su questioni fondamentali, come le centrali nucleari, l'acqua pubblica e la legalità, che riguardano non solo il futuro del nostro Paese, ma anche la nostra sfera individuale, come il diritto alla salute e a un ambiente non contaminato, i beni comuni.
I Referendum sono uno strumento straordinario di democrazia diretta, che dobbiamo esercitare. Si tratta di un diritto di voto che, per l'importanza dei temi trattati, questa volta diventa "un dovere"! Andiamo tutti a votare, dunque. Segui l'esempio del nostro Presidente Giorgio Napolitano, che sui Referendum ha dichiarato: «Farò il mio dovere da elettore».
Non lasciare che altri decidano per te il tuo futuro, vota e convinci gli amici a votare il 12 e 13 giugno!  
Si vota domenica 12 giugno dalle 8 alle 22, e lunedì dalle 7 alle 15. Io andrò a votare domenica mattina, e spero che tutti noi Italiani daremo già domenica un grande messaggio di partecipazione e impegno civile.
Condividi e fai girare questo appello, per il bene del nostro Paese.
Come spesso accade in TV, i tempi veloci dei programmi non consentono al dibattito di chiarire punti importanti o affermazioni inesatte, che purtroppo restano non contraddette. Pippo Onufrio di Greenpeace ha cercato di fornire dati e informazioni, ma il tempo concesso a lui è stato troppo poco.
Ieri in Anno Zero, il responsabile dei Giovani PdL ha sostenuto: "Lo tsunami che ha colpito Fukushima è stato un evento eccezionale che in Italia non può accadere". Santoro non ha obiettato. In verità, lo tsunami dell'11 marzo è stato di 14 metri, contro una barriera protettiva della centrale atomica di 5,4 metri, mentre lo tsunami che ha distrutto Messina e Reggio nel 1908 è stato di 13 metri. Purtroppo la gente va in TV e parla a vanvera.
Care amiche, cari amici,
la Corte di Cassazione ha restituito ai cittadini il diritto di voto nel Referendum sul nucleare. E' una buona notizia, per tutti gli italiani, qualsiasi sia il loro orientamento politico. Temi come il nucleare, l'acqua pubblica, la legalità, riguardano il futuro del nostro Paese, ma anche la nostra sfera individuale, e meritano il libero pronunciamento di tutti noi cittadini.

Molte cose stanno accadendo a Fukushima e nel mondo dell'energia nucleare, dopo la catastrofe dell'undici marzo, eppure in Italia se ne parla poco, troppo poco. In alcuni Telegiornali, immaginiamo, la parola “nucleare” dev’essere persino proibita. Non sia mai che ricordi a qualcuno che c’è un referendum.

Tra pochi giorni, giovedì, il Gruppo europeo per la regolamentazione della sicurezza nucleare (ENSREG) dovrebbe pubblicare le linee-guida degli “stress test” degli impianti nucleari negli stati dell’Unione Europea, richiesti dopo il disastro dei reattori di Fukushima-I.

Ne sono accadute di cose in queste ultime settimane, sul fronte nucleare, eppure se ne parla poco, troppo poco. Fukushima sembra spenta nei nostri notiziari, e invece ribolle ancora con rilasci di acqua contaminata, gettata dall’esterno per raffreddare i reattori.
Il 2 maggio nella Facoltà di Ingegneria alla "Sapienza" (la mia facoltà, dove mi sono laureato nel 1986), si è tenuto un dibattito sul nucleare. Io ero il relatore "contro", e ho confrontato le mie opinioni con quelle di due illustri accademici, i professori Carlo Schaerf di Fisica Nucleare a Roma 2 e Romolo Remetti di Energetica alla Sapienza. Con loro la discussione è stata pacata e nel complesso equilibrata. Remetti ha a lungo dissertato su tutte le fonti possibili di radiazioni naturali, inclusa l'acqua minerale, e artificiali, nell'intento neppure troppo subliminale di "assolvere" l'energia nucleare, infilandola nel gran calderone di tutti gli inquinanti del mondo. Schaerf si è lanciato in una discussione molto generale sui fabbisogni energetici del pianeta, prospettando una futura crisi mondiale, quando anche Cina e India porteranno al benessere qualche miliardo di persone. (Nella foto da sin.: il prof. Schaerf, Pierluigi Adami e il prof. Remetti)

Ieri nuovo terremoto, nuova paura. Ora a destare preoccupazione è la centrale nucleare di Onagawa, già spenta dopo il terremoto e lo tsunami dell’11 marzo. Perdite di acqua di raffreddamento sono segnalate dalle vasche di deposito delle scorie in prossimità dei tre reattori.

Ieri è stata confermata dalle autorità giapponesi la notizia che da una crepa di 20 cm dei circuiti di refrigerazione del reattore 2 fuoriesce liquido altamente radioattivo che poi si riversa in mare. Altra conferma: dal DOE - Dipartimento Energia  USA – il responsabile, premio Nobel, Steven Chu, ha riferito che il reattore n. 1 ha subito una fusione del 70 % del nocciolo, e il reattore 2 del 33 %. È probabile che anche il n. 3 abbia subito dei danni.
Il primo ministro giapponese ha dichiarato: “Smantelleremo la centrale di Fukushima”. In bocca al lupo, sarà una bella impresa. Cernobyl, ad esempio, resterà per sempre un mausoleo contaminato innalzato alla stupidità dell’uomo; a Three Mile Island, dove 32 anni fa si è verificata una fusione parziale del nocciolo, con effetti incommensurabilmente meno gravi rispetto a quanto accade a Fukushima, il reattore 2 è ancora lì.