Pier Adami: Luglio 2009 Archives
Testo intervento di Vincenzo
Cerami, premio Oscar per la sceneggiatura del film "La v
Malgrado la sua
prestigiosa tradizione, le sue bellezze, il suo glorioso passato e le
indiscutibili virtù creative, all’Italia manca la “cultura della Cultura”.
Abbiamo avuto una borghesia che è stata pura categoria economica e null’altro…
abbiamo una classe dirigente mediocre, arruffona e ignorante, quando non è
ladra.
Nel momento più cupo della crisi, quando oltre cinquecentomila lavoratori
vengono sospinti nel tunnel oscuro della disoccupazione, ha senso proporre una
visione pos
Invece, sento talvolta nel centrosinistra riaffiorare il rimpianto per il
mondo di prima, quando c'erano ancora comunisti e democristiani, e tutto
sembrava più solido e chiaro.
Personalmente, non provo alcuna nostalgia per l'Italia del passato, se non
per la tenerezza che susc
Pol
Neanche l'inquietante ascesa di Berlusconi al potere riesce a farmi
rimpiangere il passato.
L’Italia prima del Cavaliere non era l’Eldorado, così come quella di oggi
non è l’inferno.
Dobbiamo superare il vezzo di una visione nostalgica, cupa, che non sa
guardare avanti e infondere fiducia nei c
A livello globale, il mondo che mi circonda è migliore di quello in cui
coltivavo le mie speranze di adolescente. Molte di quelle speranze si sono
persino avverate, come la fine dell’apartheid in Sudafrica, la caduta di tanti
regimi fascisti, come quello cileno, la fine della guerra fredda. Cresce la
democrazia nel mondo, e ogni anno milioni di persone escono dal dramma della
fame: troppo lentamente, è vero, comunque un percorso pos
Non ho alcun rimpianto per quel mondo di prima, chiuso da muri,
avvelenato da contrapposizioni ideologiche, sempre a rischio di catastrofe
nucleare.
Oggi stiamo smantellando gli arsenali atomici che la pol
Qualcuno, con il cappello e gli occhiali neri indosso, obietterà che è solo
cambiata la dislocazione del Male, ma non i suoi effetti, perché le cause che
lo scatenano, le disuguaglianze, la povertà, fisica e culturale,
l’intolleranza, sono ancora tutte qui, e alimentano nuovi focolai di guerra e
di tensione sociale. Tuttavia, cambiando ottica, s’intravedono segnali di una
più ampia volontà dei grandi del mondo di affrontare i problemi del pianeta, a
iniziare dal riscaldamento globale. Tra i grandi, vi sono oggi paesi prima
relegati nel sottosviluppo e anche questo è un buon segno.
In Italia abbiamo consegnato il monopolio dell’ottimismo al ghigno ipocr
Nell’era del Cavaliere, molti nel centrosinistra si sono lasciati andare a
un pessimismo cosmico che porta a vedere nero; sempre con lo sguardo torvo a
predicare che in Italia non si può più vivere, che abbiamo toccato il fondo.
Tuttavia la “pol
Noi democratici dobbiamo allora riappropriarci della speranza e tornare a
infonderla, con parole chiare, agli
I problemi ci sono, è inutile nasconderli. Mafie e camorre si sono
infiltrate nel tessuto produttivo, inquinandolo, al Sud come al Nord, a Palermo
come a Roma o a Milano. Il deb
Molte delle questioni c
Nonostante tutto, l'Italia è andata avanti, come se fosse assuefatta, da
secoli, a dover convivere con una pol
L’Italia di prima era l’Italia delle permanenti crisi pol
L’Italia di prima, post-rurale, raccontata da Pasolini, ruspante, era
lacerata dalle contraddizioni dello sviluppo rapido del dopoguerra; poi, quella
rampante e cinica, smascherata dai film di Sordi, è stata un'Italia ipocr
Non era un'Italia diversa, sana e sobria, come qualcuno la ricorda con
rimpianto. È in quell'Italia che nasce l'edonismo di massa, la smania del
consumo, della ricchezza facile. Il Cattivo Maestro ha colto il segno dei tempi
e s'è posto a capo di un nuovo impero fatto di immagini, pubblic
L'Italia di oggi, dopo trent'anni di sbornia, ha di certo bisogno di una
maggiore sobrietà e di consumi più ragionati. Senza moralismi o censure.
Bisogna guardare avanti, accettando però la sfida che il progresso si può
guidare, con una pol
Un'Italia che deve avere fiducia che un'alternativa è possibile.
Togliamo il cappello e gli occhiali scuri, e guardiamo al nostro paese con
sguardo nuovo.
Guardiamolo con gli occhi verdi brillanti che rispecchiano la bellezza dei
nostri paesaggi, che s’emozionano davanti alla nostra storia, e si stupiscono
sia del fervore tecnologico di certe aree industriali all’avanguardia, sia dei
maestosi silenzi dei nostri monti.
Occhi verdi che guardano al futuro, ma che non sottovalutano le ricchezze
del presente: gli
Purtroppo la pol
Tuttavia ce la faremo.
Vent'anni fa siamo risorti dallo scandalo del vino al metanolo e ora
produciamo vino di qual
Siamo un paese straordinario.
Se l'Italia fosse anche governata con saggezza, sarebbe il luogo più bello
dove vivere, in grado di garantire benessere e qual
