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    <title>Liberascrittura</title>
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    <updated>2009-10-23T15:39:17Z</updated>
    <subtitle>il blog di Pierluigi Adami - scrittura creativa, passione letteraria, sceneggiatura per Cinema e TV</subtitle>
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    <title></title>
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    <published>2009-10-23T15:28:58Z</published>
    <updated>2009-10-23T15:39:17Z</updated>

    <summary><![CDATA[&nbsp;Per la prima volta, Gabriela e io abbiamo deciso di partecipare attivamente alla vita di un partito, il PD. Insieme a tanti ecologisti abbiamo aderito alla mozione di Dario Franceschini, e domenica saremo candidati della lista regionale “Democratici con Franceschini e Morassut” nelle primarie. L’occasione di queste primarie ci ha consentito di parlare con tante persone. È un momento fondamentale...]]></summary>
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        <name>Pier Adami</name>
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        <![CDATA[<span class="mt-enclosure mt-enclosure-image"><a href="http://www.pierluigiadami.it/liberascrittura/images/GABRIELA%26PIER.JPG"><img alt="GABRIELA&amp;PIER.JPG" src="http://www.pierluigiadami.it/liberascrittura/images/GABRIELA&amp;PIER-thumb-420x315.jpg" class="mt-image-left" style="margin: 0pt 20px 20px 0pt; float: left;" width="420" height="315" /></a></span>&nbsp;<p style="margin-bottom: 0cm;">Per la prima volta, Gabriela e io
abbiamo deciso di partecipare attivamente alla vita di un partito, il
PD. Insieme a tanti ecologisti abbiamo aderito alla mozione di Dario
Franceschini, e domenica saremo candidati della lista regionale
“Democratici con Franceschini e Morassut” nelle primarie.  
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L’occasione di queste primarie ci ha
consentito di parlare con tante persone. È un momento fondamentale
per capire cosa pensa la gente. Le primarie aperte a tutti ci hanno
permesso soprattutto di ascoltare i cittadini. 
</p>
 ]]>
        <![CDATA[


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	<title></title>
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	<!--
		@page { margin: 2cm }
		P { margin-bottom: 0.21cm }
	--></style><p style="margin-bottom: 0cm;">Questo è di per sé importante, un
valore da non perdere. 
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Se l'elezione del segretario PD si
fosse rinchiusa solo nelle sedi del partito, come vorrebbe Bersani,
avremmo perso questa straordinaria opportunità, e sarebbe stato un
peccato. 
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La presenza, nelle liste delle
primarie, di tante persone come noi, come me e Gabriela, che vengono
dalla società civile, dalle associazioni, testimonia quanto sia vera
la volontà di rinnovare il Partito democratico, soprattutto grazie a
Dario Franceschini.  
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L’occasione delle primarie, ha
testimoniato l’esistenza di un partito vitale, che torna nelle
piazze, torna tra la gente.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il PD che vogliamo è un partito che
sta CON i cittadini, tra i cittadini, superando i vecchi schemi dei
vecchi partiti che non funzionano più.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Essere con i cittadini significa essere
presenti, discutere insieme i problemi del territorio, ascoltarli e
proporre soluzioni politiche. Significa, molto semplicemente, porre
l'interesse delle persone al centro degli obiettivi di una buona
politica.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Un confronto costante, che avviene
tutti i giorni, non solo nei periodi elettorali.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Tornare con la gente significa cambiare
strategia, porre di nuovo le necessità delle persone al centro della
politica, senza indulgere a compromessi con poteri forti di varia
natura, dai costruttori alle lobby energetiche, ad esempio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Questo è il punto cruciale. E allora
il PD avrà vinto la sua battaglia e tornerà protagonista e
maggioranza nel nostro Paese. Con Dario Franceschini segretario.</p>
]]>
    </content>
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    <title>I CONTI IN TASCA AL NUCLEARE - Intervista a Pierluigi Adami</title>
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    <published>2009-09-20T20:29:07Z</published>
    <updated>2009-09-22T18:52:05Z</updated>

    <summary>In questi giorni sono uscite le prime indiscrezioni sui possibili siti delle nuove centrali nucleari italiane, fortemente volute dal governo Berlusconi, ma che trovano già l’opposizione delle popolazioni locali. Oggi parliamo di nucleare con l’ingegner Pierluigi Adami, coordinatore del circolo “Alex Langer” degli Ecologisti Democratici. Qualche mese fa è stato pubblicato su Internet il suo saggio “I conti in tasca...</summary>
    <author>
        <name>Pier Adami</name>
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    </author>
    
        <category term="politica" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
    
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        <![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3"><i>In questi giorni sono
uscite le prime indiscrezioni sui possibili siti delle nuove centrali
nucleari italiane, fortemente volute dal governo Berlusconi, ma che
trovano già l’opposizione delle popolazioni locali. </i></font><font size="3"><i>Oggi
parliamo di nucleare con l’ingegner Pierluigi Adami, coordinatore
del circolo “Alex Langer” degli Ecologisti Democratici. Qualche
mese fa è stato pubblicato su Internet il suo saggio “I conti in
tasca al nucleare” </i></font><a href="http://www.circoloalexlanger.it/documenti.html">(www.circoloalexlanger.it)</a><font size="3"><i>, e lo abbiamo
intervistato.</i></font></p> ]]>
        <![CDATA[<font size="3"><i>Allora ingegnere, fanno
bene i cittadini dei siti interessati a preoccuparsi?</i></font>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3"><span style="font-style: normal;">È
comprensibile la preoccupazione delle popolazioni che vivono in
prossimità delle aree indicate dalle fonti di stampa; ma il problema
del nucleare va ben oltre l'individuazione dei siti. </span></font><font size="3">il
ritorno dell'atomo è una scelta sbagliata per tutti i cittadini, non
solo per quelli esposti al rischio di una centrale vicino a casa. È
una scelta pericolosa, e insostenibile economicamente. I paesi
sviluppati stanno progressivamente uscendo dal nucleare mentre il
governo italiano intende rientrarci adesso? È una decisione che va
contro l’interesse di tutti per soddisfare gli interessi di poche
lobby industriali.</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3"><i>Eppure il ministro
Scajola sostiene che le nuove centrali nucleari italiane
“abbasseranno il costo della bolletta elettrica degli italiani”.
Questa è un’affermazione importante, ma lei non la condivide,
vero?</i></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">Ovviamente no. Questa
affermazione del ministro sul nucleare è priva di fondamento.
Chiunque affronti con obiettività la questione dei costi del
nucleare, senza nascondere le spese reali dell’intero ciclo di vita
del reattore, sa benissimo che il kilowattora nucleare costa oltre il
doppio rispetto a quello che si ottiene da fonti come il gas.</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3"><i>Il ministro Scajola
però afferma il contrario. Quali dati avete utilizzato per le vostre
valutazioni?</i></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">Abbiamo utilizzato gli
strumenti più moderni di valutazione finanziaria di un progetto di
investimento industriale e abbiamo inserito nel calcolo i dati reali,
non presunti da studi teorici, che fanno riferimento al caso concreto
del reattore in costruzione in Finlandia. È un caso esemplare, anche
perché il reattore finlandese, a tecnologia francese EPR è identico
a quello proposto per le future quattro centrali atomiche italiane.</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3"><i>E che cosa emerge dal
reattore finlandese?</i></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">Emerge che ci sono gravi
problemi tecnici, che riguardano anche la sicurezza dell'impianto, e
che il costo è insostenibile: il reattore è stato venduto, nel
2002, dai francesi di Areva a 3,2 miliardi di euro, ma i costi reali
si sono già quasi raddoppiati e oggi hanno superato i 5,5 miliardi
di euro. È un dato provvisorio perché il reattore è ancora a metà
della costruzione.  Se mai riusciranno a finirlo, entrerà in
esercizio con anni e anni di ritardo. Consideri che parliamo di un
reattore costruito in un sito già atomico che ospita da anni altri
due reattori. In Italia ovviamente sarebbe tutto più lungo,
complesso e costoso perché partiamo da zero.</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3"><i>Anni di ritardo nella
costruzione: un bel danno per la compagnia elettrica finlandese…</i></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">Infatti, la TVO, il
consorzio elettrico finlandese, ha chiesto 2,4 miliardi di euro di
danni ai francesi di Areva per i mancati introiti e l’esposizione
rispetto al debito già contratto con le banche. A questo punto è a
rischio il proseguimento della costruzione dell'impianto. Siamo di
fronte a un vero disastro, tecnico e finanziario, ed è questo che il
Governo Berlusconi intende riproporre in Italia? Il bello è che le
centrali italiane saranno identiche a quella finlandese, e la ditta
incaricata in Italia sarebbe sempre la Areva. Grazie ai soldi degli
italiani copriremo il buco che Areva ha accumulato in Finlandia,
questa è la verità.</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3"><i>Mi scusi, ma allora chi
glielo fa fare all’Enel a imbarcarsi in una simile avventura?</i></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> 
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">Ci sono interessi enormi
in gioco. Sia Areva sia EdF sono società in mano allo stato
francese, e Berlusconi ha stretto un accordo strategico con Sarkozy.
Sulle scelte di ENEL pesa molto la volontà del governo italiano. È
la politica a decidere sul nucleare, e purtroppo non lo fa pensando
all'interesse dei cittadini.</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3"><i>Forse esisterà qualche
altra ragione che giustifichi il ritorno del nucleare? Ridurre il
consumo di petrolio, o la dipendenza da fonti estere.</i></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">Da qualsiasi angolazione
lo si guardi, il nucleare non serve all'Italia. Quando la
speculazione ha fatto schizzare in alto il prezzo del petrolio,
Berlusconi ne ha approfittato per fare propaganda a favore del
nucleare: ne parlavano con enfasi stampa e TV ma nessuno ha spiegato
agli italiani una cosa molto semplice: che il nucleare serve solo per
produrre energia elettrica, mentre il petrolio serve soprattutto ad
altro. Per questo, con il nucleare non si risparmia petrolio! Ne è
prova il fatto che la Francia, il paese più nucleare d'Europa,
consuma più petrolio di noi...  È il gas il combustibile più
diffuso per produrre elettricità, e l'Europa si sta muovendo per
diversificare le fonti, attraverso nuovi gasdotti che partono dal
Caspio e dal Nord Africa, così da superare l'”effetto Putin”. Ma
sono le energie rinnovabili che garantiranno all'Italia, paese ricco
di sole e di vento, il futuro energetico.</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3"><i>Ingegnere, mi sta
dicendo che con i pannelli solari evitiamo una centrale nucleare?</i></font><font size="3">
    </font>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">È l'insieme delle fonti
rinnovabili – idroelettrico, eolico, solare fotovoltaico, biomasse
e geotermico – che, unito a processi di efficienza e contenimento
energetico garantiranno all'Italia tutta l'elettricità che serve per
i prossimi decenni. Abbiamo iniziato in ritardo rispetto agli altri
paesi, ma ora anche l'Italia sta vivendo uno straordinario sviluppo
delle energie rinnovabili: pensi che solo nel 2008 abbiamo </font><font size="3"><i>aumentato
</i></font><font size="3"><span style="font-style: normal;">la
produzione elettrica da fonti rinnovabili di una quantità pari a 10
terawattora. Per darle un'idea, è la quantità di energia prodotta
in un anno da una gigantesca centrale nucleare. Che però richiede
vent'anni per essere costruita e produce scorie pericolosissime,
radioattive per migliaia di anni, mentre noi la stessa energia
l'abbiamo prodotta in modo pulito, grazie al sole, all'acqua e al
vento, e in un solo anno. Quest'anno, per la prima volta, gli
investimenti sulle rinnovabili hanno superato quelli di tutte le
altre fonti energetiche: è un segno che il mercato vuole le
rinnovabili e non sa che farsene del nucleare.  </span></font>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3"><i>Ma come, proprio il
ministro afferma che è il mercato che vuole le centrali…</i></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">È stato proprio il
mercato a sancire la fine del nucleare nei paesi occidentali, mica il
“furore ideologico” degli ambientalisti, come dice il presidente
del Consiglio. In tutti i paesi occidentali, a parte il caso
finlandese-francese, non si ordinano più nuove centrali nucleari dal
1978, proprio perché l’atomo non conviene agli investitori
privati.</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3"><i>Può dettagliare meglio
questa affermazione?</i></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">Certamente. Il vero
problema dell’energia atomica, dopo quello irrisolto dello
smaltimento delle scorie, è l'enorme costo di costruzione, che
richiede un indebitamento di </font><font size="3">miliardi di euro,
esponendo l’investitore – la compagnia elettrica - ad un rischio
ovviamente altrettanto grande. Inoltre i tempi di costruzione non
vengano mai rispettati nel nucleare, e il costo finale risulta sempre
almeno il doppio rispetto alle previsioni. Insomma, per costruire una
centrale atomica bisogna indebitarsi parecchio, i soldi escono
subito, mentre i primi ricavi dalle bollette arriveranno dopo anni e
anni, se arriveranno, perché a causa di problemi ed esaurimento dei
fondi, la costruzione di molte centrali viene interrotta a metà. C</font><font size="3">hi
investe non sa se e quando arriverà al punto di pareggio. </font><font size="3">Può
un imprenditore privato rischiare così tanto? A meno che non ci
siano i cittadini a coprire il rischio, pagandolo sulla bolletta... </font>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3"><i>Il governo potrebbe
però mettere nel piatto sostanziosi incentivi…</i></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">Questo è sicuro: la
costruzione di centrali nucleari richiede un grande esborso di denaro
pubblico a favore dei gruppi industriali coinvolti, almeno come
erogazione di crediti agevolati e anticipazione sul kilowattora
prodotto. Qualcosa del genere lo ha fatto Bush nel 2006, per
promuovere il rilancio dell’energia nucleare negli USA. Invece,
n</font><font size="3">onostante il sostanzioso incentivo del governo,
l’industria nucleare negli USA è ancora ferma. E sa perché?</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3"><i>Me lo dica lei…</i></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">Perché nonostante gli
incentivi, il nucleare continua a non convenire. </font>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">Ad un costo totale di 6
miliardi di euro per reattore (ipotesi minima), il costo del
kilowattora nucleare è già di gran lunga superiore a quello che si
ottiene dal gas; si figuri al livello di 9 miliardi a reattore!
Questo è il prezzo raggiunto dal reattore EPR, quello che vorrebbe
Berlusconi, nell'offerta presentata dai francesi di Areva lo scorso
luglio al Canada. Stiamo parlando di un costo dell'energia prodotta
ben oltre il doppio di quello del gas, e non c'è incentivo che possa
coprire la differenza. </font>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">Il Canada, ovviamente, ha
rigettato l’offerta francese e ha bloccato il progetto di rinnovo
di una vecchia centrale esistente. Troppo costoso per loro. E per
l'Italia? </font>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3"><i>Insomma lei non ritiene
plausibile il cosiddetta “rinascita atomica italiana”?</i></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">Se fossimo in un paese
dove conta l'interesse pubblico, direi proprio di no. Ma siamo in
Italia e da questo governo mi aspetto di tutto. Tuttavia sarà
difficile persino per Enel trovare i fondi che servono: ad esempio,
nella vicenda Alitalia, i grandi imprenditori italiani messi insieme
hanno raccolto all’incirca un miliardo di euro per salvare la
compagnia aerea, scaricando i debiti sui cittadini. Ebbene, come
abbiamo visto, per costruire quattro reattori in Italia di miliardi
ne serviranno 36 e vorrei proprio sapere da dove usciranno tutti quei
soldi. </font><font size="3">Se penso al disastro finanziario attuale,
alla crisi di liquidità delle banche, dubito che nessuno possa
garantire le somme che servono, nonostante i proclami di governo ed
Enel. </font>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3"><i>Secondo lei, allora,
questa del nucleare italiano è solo propaganda?</i></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">No, non si tratti solo di
propaganda. La strada scelta dal governo è pericolosa e senza
ritorno, per questo va fermata in tempo. Già l'annuncio del ritorno
al nucleare ha comportato un colossale riassetto degli enti preposti
e la creazione di nuovi, con dirigenti funzionali all’attuale
maggioranza di governo. Inoltre si mette in piedi un sostanzioso giro
di denaro pubblico, per finanziare studi di fattibilità, analisi dei
siti, consulenze di esperti, progetti preliminari. Così si
finanziano i soliti gruppi amici, senza aver neanche posto il primo
mattone di una centrale atomica.  </font>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3"><i>E se nonostante tutto,
i rischi, i costi, il governo andrà avanti e porrà il primo
mattone?</i></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;"><font size="3">...
allora si inizierà una disastrosa via crucis che costerà
un'enormità e probabilmente non porterà da nessuna parte. Ma
ammettiamo anche che riescano a finire almeno una  centrale nucleare,
che cosa avranno ottenuto? Che a un prezzo esorbitante pagato dai
cittadini, tra venti anni – forse - avremo un impianto che produrrà
un inutile 3% del fabbisogno nazionale, inutile e in eccesso, per
giunta, perché già coperto dalle energie pulite. E in più avremo
causato al nostro paese il grave onere di dover ricevere ogni anno
dall'estero 40 tonnellate di uranio arricchito, per alimentare la
centrale, e di gestire scorie di plutonio pericolosissime e
radioattive per migliaia di anni, che non sapremo dove mettere.
Davvero un bel risultato!  </font>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3"><i>Gli ecologisti si
stanno mobilitando per fermare il nucleare, come ai tempi di
Cernobyl?</i></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">Oggi la battaglia contro
il nucleare si fa con idee e temi nuovi. Cambiano i tempi, anche
rispetto a Chernobyl. Un incidente analogo a quello, oggi è molto
improbabile, ma si è aggiunto il rischio terrorismo, ad esempio.
Oggi la parola chiave è: il nucleare non serve all'Italia. I dati
parlano chiaro: il nucleare  non conviene per produrre energia, è
costosissimo e inquinante. </font><font size="3">Se lo faranno, sarà
per privilegiare gli interessi di potenti lobby industriali, non
certo per fare l’interesse degli italiani. Se si va verso il
nucleare si finanzia un'energia sporca, che costa parecchio agli
utenti, e si tolgono spazio e risorse alle fonti rinnovabili, che
invece producono energia pulita. Noi ecologisti ci stiamo
mobilitando, ma è tutta la società civile che deve esprimere il suo
dissenso, e impedire che la follia nucleare vada avanti. Primo
appuntamento a ottobre con il segretario PD Franceschini a Montalto
di Castro, dove noi ecologisti e tutti i democratici grideremo un
chiaro NO! al progetto nucleare del governo.     </font>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">© Liberascrittura –
</font><font color="#000080"><span lang="zxx"><u><a href="http://www.pierluigiadami.it/"><font size="3">www.pierluigiadami.it</font></a></u></span></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">circoloalexlanger@gmail.com</font></p>
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    <title>RITORNO DALLA TERRA DI ELICRISO</title>
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    <published>2009-09-11T19:09:26Z</published>
    <updated>2009-09-25T06:35:23Z</updated>

    <summary> Scrivo dalla nave che mi sta portando via dall&apos;isola d&apos;elicriso. Quando vi giunsi, all&apos;inizio di agosto, proprio l&apos;elicriso e il mirto m&apos;avevano accolto, con i loro aromi intensi di macchia, di terra mediterranea. Ero arrivato in Sardegna, e ora la sto lasciando, ma solo per poco. Quest&apos;isola che s&apos;allontana è anche la mia casa, e nella mia casa ci...</summary>
    <author>
        <name>Pier Adami</name>
        <uri>http://www.pierluigiadami.it</uri>
    </author>
    
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<p style="margin-bottom: 0cm;">Scrivo dalla nave che mi sta portando
via dall'isola d'elicriso. Quando vi giunsi, all'inizio di agosto,
proprio l'elicriso e il mirto m'avevano accolto, con i loro aromi
intensi di macchia, di terra mediterranea. Ero arrivato in Sardegna,
e ora la sto lasciando, ma solo per poco. Quest'isola che s'allontana
è anche la mia casa, e nella mia casa ci tornerò, appena possibile.
Ad Alghero, infatti, mi sento a casa come a Roma, dove però non
sento profumo di elicriso, ma di smog. Ad Alghero gusto nelle narici
il frizzore della salsedine, a Roma l'aspra grevità dell'asfalto
surriscaldato. Ma a Roma è la mia terra.</p>]]>
        <![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;">Posso dire che in Sardegna mi sento a
casa. È la terra di mia moglie, e attraverso il suo amore ho
imparato ad amarla. Nonostante l'amore, però, non è la mia terra. 
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Perché l'insularità non si acquisisce
– lo diceva anche De Andrè - neppure per diritto coniugale, come
una cittadinanza; è un qualcosa che devi avere dentro, ci devi
crescere e convivere. Potrò imparare <i>sa limba sarda, </i>una
delle lingue parlate nell'isola, magari il Logudorese o il Català
che si parla ne L'Alguer – Alghero. Ma anche così, questa sarà
sempre la mia casa, non la mia terra, non ne ho il privilegio.
Tuttavia sarà la terra che un giorno mi accoglierà per sempre, e
allora forse le apparterrò, ma non ho fretta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Siamo in mare aperto e mi sembra di
sentire il canto della terra sarda che mi richiama. 
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Quest'estate grazie all'amico Toni
Torre, che ha parlato a Tempio in un'iniziativa di Time in Jazz, ho
ascoltato il canto delle sirene, quello vero, della berta maggiore,
canto inquietante e struggente, come un pianto infantile che ancora
oggi turba i naviganti. 
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Se però esiste un canto della Sardegna
che m'ha stregato, è il canto del suo silenzio. I suoi spazi vuoti
che appaiono immensi. In quel contesto tutto s'amplifica, e anche una
chiesetta campestre, una delle tante che costellano i prati
dell'isola, appaiono solenni come cattedrali. Bisognerebbe aver
rispetto di questa preziosa unicità sarda, da anni messa a
repentaglio dalla cementificazione e dal turismo selvaggio. Non tira
però una buona aria, perché vendendo il silenzio siamo in pochi a
comprarlo, e gli spazi vuoti è più redditizio riempirli di seconde
case e supermercati. 
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Renato Soru ha provato a fermare lo
scempio, lui che conosce il valore del silenzio, che si fa voce nel
suo discorrere pensoso, ricco di pause, ma anche di fervidi
entusiasmi quasi giovanili che s'esprimono attraverso i suoi occhi
limpidi. Lui che conosce il valore della terra, ha cercato di
proteggerla, ma è stato tradito da coloro che preferiscono il
cemento, che si vende meglio del silenzio. 
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">“Ce la faremo” m'ha detto Soru, con
una pacca sulla spalla, riferendosi alla liberazione dal Cavaliere, e
io ci credo. Non tutti i gatti sono grigi, ci ha tenuto a ribadire
Soru, per dire che in politica non sono tutti ladri, c'è ancora chi
lo fa perché ci crede; se ci sono le termiti che divorano le risorse
pubbliche, come dice Alberto Statera, giornalista di Repubblica, e
gli scarafaggi che amano lo sterco, ci sono anche le api, che magari
tra l'immondizia trovano un fiore, e s'impollinano per fecondarne
altri, e far nascere nuovi fiori. Ecco, dice Soru, in Italia ci sono
termiti e scarafaggi, ma anche tante api, e su quelle dobbiamo
contare. 
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Intanto però la lobby del cemento ha
vinto e già si vedono armate di gru pronte a fare nuovi disastri
sulle coste già soffocate e traboccanti di turisti e dei loro
rifiuti, come è avvenuto quest’anno a Baia Sardinia dove lo
splendido mare è stato infettato dagli scarichi incontrollati.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Per fortuna l'isola è grande, e non si
è obbligati a fare il bagno tra i liquami di un turismo
insostenibile, tra barche d'inquinauti inzeppate come le auto al
centro di Roma, cafoni come quel milanese che con il suo suv anfibio
si è parcheggiato sulla spiaggia rosa di Budelli, vietatissima per
chiunque, ma non per lui, che evidentemente in Sardegna viene col
cipiglio del padrone. Sono quelle le sanguisughe che succhiano il
sangue ai sardi rendendo loro in cambio briciole. Vampiri, come
quelle <i>surbiles</i>, figure oscure e mitiche dei racconti sardi,
che però almeno ai sardi appartenevano, e ai loro incubi.  
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">C'è però ancora tanto silenzio in
Sardegna e tanta acqua limpida e spazi immensi nei quali mi abbevero,
per fortuna. 
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ora la mia casa sarda è lontana, siamo
al centro del Tirreno, e già mi manca. Non c'è più l'aroma di
mirto ed elicriso. 
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Non posso dire che questo mese è
volato, come si dice sempre, perché è stato così ricco, di vita,
incontri, pensieri, che m'è parso un anno intero.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Era iniziato salpando da Civitavecchia
con Paolo Fresu, e già poter spendere qualche ora con lui, grande
jazzista, sarebbe bastato a soddisfare il mio bisogno di bellezza
anche per tutti i giorni a seguire. Grande persona, Paolo, che cerca
di dare senso e contenuto, valore sociale, anche al suono già
sublime della sua tromba. 
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ma in questa calda estate gli incontri
si sono susseguiti e torno con un patrimonio di nuovi amici, un
bagaglio prezioso che resterà nella mia vita (<sup>1</sup>). Porto
con me anche la gioia che mi hanno regalato i miei nipoti, quelli che
ho potuto incontrare: l'irrefrenabile energia di Daniele, l'allegria
di Gioia, il pensoso sorriso di Chiara, l'esuberanza di Luca e
Gabriele, la fantasia lunare di Matteo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Non manca molto allo sbarco, ma quando
toccherò la terra laziale, la mia terra,  porterò con me dentro un
bel pezzo della mia casa nell'isola, e sensazioni intense, come quel
profumo di mirto ed elicriso che non m'abbandona più.   
</p>
<p style="margin-left: -1.25cm; margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
<ol><li><p style="margin-bottom: 0cm;">Franco e Vanessa e la
	piccola Nicoletta, con i quali condividiamo ambientalismo e passione
	per le cose buone e belle; Laura con le sue curiosità, a
	Berchidda per lavoro, che ha iniziato cercando di capire il mistero
	di una terra, all'inizio oscura, che poi le si è dispiegata davanti
	agli occhi e lei s'è fatta travolgere, inebriandosi alle cantine di
	Monti o lasciandosi trascinare dai tenores di Aggius; Alberto, il naturalista conosciuto all'Asinara, con il quale abbiamo
	condiviso parole intense sul destino del nostro paese e quakche
	bevuta di buon vino, troppo freddo a suo parere. Francesca
	Barracciu, candidata al coordinamento del PD sardo, donna di tempra,
	barbaricina del Mandrolisai, che, se vincerà, saprà tener testa ai
	vecchi marpioni della politica e rinnovare il Partito. Glielo auguro
	di cuore. 
	</p>
</li></ol>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br />
</p>
 ]]>
    </content>
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<entry>
    <title>Francesca Barracciu &quot;femina sapiente&quot; per il PD in Sardegna</title>
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    <published>2009-09-05T07:59:04Z</published>
    <updated>2009-09-25T06:40:31Z</updated>

    <summary>Ho conosciuto ieri ad Alghero Francesca Barracciu, candidata al coordinamento regionale sardo del PD per la mozione Franceschini.E&apos; una grande donna, forte e determinata come sanno essere certe donne sarde - ne so qualcosa io che ne ho sposata una quasi ventì anni fa. Francesca ha scombinato i piani di certi vecchi marpioni della politica sarda, che hanno tentato di...</summary>
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        <![CDATA[Ho conosciuto ieri ad Alghero Francesca Barracciu, candidata al coordinamento regionale sardo del PD per la mozione Franceschini.<br />E' una grande donna, forte e determinata come sanno essere certe donne sarde - ne so qualcosa io che ne ho sposata una quasi ventì anni fa. Francesca ha scombinato i piani di certi vecchi marpioni della politica sarda, che hanno tentato di fargliela pagare, mandandola al rogo come <i>s'istrias</i> - le streghe - colpevoli solo d'essere belle e dotate di una testa che ragiona. Le hanno fatto passare i sorci verdi, direbbero a Roma, ma Francesca non s'è lasciata intimidire. <br />]]>
        <![CDATA[E' andata avanti dritta per la sua strada, è stata la candidata alle
europee più votata in Sardegna e per un pelo quasi riusciva a diventare
il secondo deputato europeo della storia sarda, dopo Mariotto Segni, il
sassarese. Lei è barbaricina del Mandrolisai, e conserva in sè il
fascino di certe "feminas" della sua terra, toste, concrete,
ammaliatrici. Lì, terra di splendidi e misteriori menhir, ancora trovi
sas maghiarzas, donne un po' sapienti e un po' maghe, che ti curano a
base di erbe e formule magiche, i berbos. Donne nuoresi in grado di
rimettere insieme le ossa fratturate in pochi giorni, garantiscono i
racconti popolari. Certo il PD sardo ha bisogno di qualcuno che sappia
rimettere insieme i cocci e lenire le lacerazioni di anni di insulse
battaglie interne. Francesca Barracciu ne ha il talento e la capacità,
senza neanche bisogno di ricorrere alle erbe e ai berbos, perché è una
donna moderna: le basterà andare avanti come ha sempre fatto, dritta
per la sua strada che porta al rinnovsamento vero del PD, e alla
valorizzazione della superba bellezza della Sardegna, del suo ambiente,
ignorando gli stregoni delle lobby del cemento e i vecchi marpioni. Ce
la farà, Francesca, e allora potremo dire che il vero PD è nato in
Sardegna.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />]]>
    </content>
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    <title>BILANCIO DI UN&apos;ESTATE</title>
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    <published>2009-09-02T16:04:46Z</published>
    <updated>2009-09-25T06:44:08Z</updated>

    <summary>M&apos;ero ripromesso che ad agosto avrei mandato in ferie il Pierluigi ecologista e l&apos;ingegnere, per dedicarmi alla scrittura del mio nuovo romanzo &quot;Canto della Terra&quot;. A mese finito, è tempo di un bilancio: non ho mantenuto del tutto la promessa fatta al mio animo di scrittore. L&apos;ingegnere ha dovuto dedicare un po&apos; di tempo ad un documento per l&apos;agenzia spaziale,...</summary>
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        <![CDATA[M'ero ripromesso che ad agosto avrei mandato in ferie il Pierluigi ecologista e l'ingegnere, per dedicarmi alla scrittura del mio nuovo romanzo "Canto della Terra". A mese finito, è tempo di un bilancio: non ho mantenuto del tutto la promessa fatta al mio animo di scrittore. L'ingegnere ha dovuto dedicare un po' di tempo ad un documento per l'agenzia spaziale, mentre l'ecologista è intervenuto diverse volte, anche su Facebook, per segnalare alcuni obbrobri ambientali che si stavano consumando nel corso dell'estate.<br />]]>
        <![CDATA[D'altra parte, in questo momento orribile per il nostro paese, come si
fa a non seguire la politica? Mai, dal dopoguerra a oggi, l'Italia ha
vissuto un momento altrettanto inquietante, pieno di foschi presagi per
la nostra democrazia. L'Italia contro tutti i paesi democratici, ma
alleata di Putin e Gheddafi, e per fortuna che il cannibale Bokassa è
morto anni fa, altrimenti sarebbe stato un altro buon partner per il
nostro governo.<br />Neppure negli anni delle stragi di stato, dei
tentati golpe, dal Piano Solo a quello di Borghese, mai dico mai,
neppure negli anni di piombo, si respirava un'aria politica così
putrida, infetta, intorbidita da poteri occulti, e dallo strapotere
mediatico del presidente del Consiglio. <br />In una melassa di notizie
sempre più disgustose, artefatte, in un crescendo di preoccupazione per
le sorti del nostro paese, e dunque di noi tutti, quest'estate ha
iniettato altro veleno, altre tossine che infieriranno su un corpo
nazionale già indebolito dalla crisi e presto mostreranno i loro
effetti.<br />Spero di sbagliare.<br />In un clima simile, non era facile
trovare la concentrazione per scrivere un romanzo. Tuttavia ho scritto
abbastanza, e anche il Pierluigi scrittore torna inquieto, ma almeno
soddisfatto per il lavoro compiuto. Ho completato la Fabula del nuovo
romanzo, ossia il racconto cronologico degli eventi. Fabula che
naturalmente stravolgerò nella trama, che inizierà "in media res", dal
mezzo, e si svilupperà tra rimandi e flashback. Contrariamente a quanto
affermo nei manuali di scrittura ("Mai scrivere l'inizio finché non hai
scritto la fine", ho già buttato giù un buon incipit che promette di
diventare l'inizio del mio romanzo. Ma per leggerlo ne riparliamo la
prossima estate! <br />]]>
    </content>
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    <title>ALL&apos;ITALIA MANCA LA CULTURA DELLA CULTURA</title>
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    <published>2009-07-31T09:46:37Z</published>
    <updated>2009-09-25T06:51:20Z</updated>

    <summary> Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 st1\:*{behavior:url(#ieooui) } /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:&quot;&quot;; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:&quot;Times New Roman&quot;; mso-ansi-language:#0400; mso-fareast-language:#0400; mso-bidi-language:#0400;} Testo intervento di Vincenzo Cerami, premio Oscar per la sceneggiatura del film &quot;La vita è bella&quot; di Benigni, autore di grandi film e romanzi, alla...</summary>
    <author>
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        <![CDATA[<meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"><meta name="ProgId" content="Word.Document"><meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"><meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"><link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5Cadami%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"><o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="PersonName"></o:smarttagtype><!--[if gte mso 9]><xml>
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<![endif]--><p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Testo intervento di <span style="">Vincenzo
Cerami, </span><span style="">premio Oscar per la </span><span style="">sceneggiatura del film "La v<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>a è bella" di Benigni, autore di grandi film
e romanzi, alla riunione degli Ecologisti del PD per Franceschini, 30 luglio 2009.</span></p>

<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style=""><o:p>DI VINCENZO CERAMI<br /></o:p></span></p>



<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="">Malgrado la sua
prestigiosa tradizione, le sue bellezze, il suo glorioso passato e le
indiscutibili virtù creative, all’Italia manca la “cultura della Cultura”.
Abbiamo avuto una borghesia che è stata pura categoria economica e null’altro…
abbiamo una classe dirigente mediocre, arruffona e ignorante, quando non è
ladra.<o:p> <br /></o:p></span></p><br />]]>
        <![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="">Non ci piace
affatto il pensiero unico televisivo. Non ci piace affatto <st1:personname productid="la Cultura" w:st="on">la Cultura</st1:personname> del “Grande
Fratello”. Non ci piace affatto la paura che questo Governo ha
dell’intelligenza.<o:p></o:p></span></p>





<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="">Non ci piacciono
affatto le barzellette contro <st1:personname productid="la Sho￠" w:st="on">la
 Shoà</st1:personname>, contro le donne, contro gli abbronzati, ecc. Non ci
piace la vocazione peronista del Presidente del Consiglio. Non ci diverte
l’Italia delle escort, delle ragazze immagine, dei tornisti, delle call girls,
delle veline, dei gigolo, delle minorenni ridotte a soprammobili. Questa
cultura ci fa orrore. </span><span style="font-family: Garamond;">È</span><span style=""> malata. Vogliamo un’altra
Italia.<o:p></o:p><br /></span></p><p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="">Non si sta
facendo nulla per <st1:personname productid="la Cultura" w:st="on">la Cultura</st1:personname>,
e noi<span style="">&nbsp; </span>dobbiamo sfidare l’inerzia della
destra.<o:p></o:p></span></p>



<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style=""><o:p></o:p>Con la scusa
della crisi economica, e con arroganza anticulturale, questo Governo mette la
morsaiola al Sapere e al Pensiero. Si guardi alla mannaia che si è abbattuta
sulla Scuola, sull’Univers<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à, sulla
Ricerca e sulla Cultura. Si è amputato e basta, senza cr<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>erio.<o:p></o:p></span></p>



<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style=""><o:p></o:p>Purtroppo è una
scusa che non trova molte obiezioni, che ci mette nell’angolo, perché
nell’Italia Rai-Fininvest <st1:personname productid="la Cultura" w:st="on">la
 Cultura</st1:personname> è un lusso per gente viziata e comunista.<o:p></o:p></span></p>

<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="">Il Governo
mette un tappo dove circolano le idee, l’informazione, dove si progetta un
futuro diverso, dove si dà spazio alla dissonanza e al disaccordo democratico.
E questo perché fanno molto comodo, a chi decide il nostro destino, c<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>tadini dall’encefalogramma piatto.<o:p></o:p></span></p>



<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style=""><o:p></o:p>Chi di voi,
amici, non si sente trascinare velocemente verso il basso, verso un’Italia
melmosa, razzistoide, violenta,<span style="">&nbsp;
</span>rassegnata, volgare, svalorizzata, spenta nelle idee… Non è tanto la
paura della povertà a toglierci l’aria, è piuttosto la polverizzazione sociale,
l’indifferenza di fronte alla fatal<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à
di una v<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>a fatta di inezie,
l’incapac<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à di scandalizzarsi,
l’immobil<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à dello spir<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>o.<o:p></o:p></span></p>



<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="">Dietro le
barzellette e le battute, come quella che consiglia alle ragazze a caccia di
futuro di cercarsi un ragazzo ricco, c’è una visione del mondo, una cultura,
c’è l’abisso. Nella testa di chi dice che i figli dei ricchi sono migliori dei
figli dei poveri c’è una precisa, degradata concezione della democrazia,
un’ipotesi di come dovrebbe essere fatto il nostro Paese, di come va orientata
la pol<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>ica. <o:p></o:p></span></p><p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="">Queste non sono
cose da nulla, sono un dramma serio, più di quanto si creda.<o:p></o:p></span></p>



<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="">Non deve essere
questa l’Italia che consegniamo alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi.<o:p> <br /></o:p></span></p>

<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="">Quando diciamo
che ormai in Italia c’è un’emergenza cultura pensiamo soprattutto a
questo.<span style="">&nbsp; </span><o:p></o:p></span></p>



<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style=""><o:p></o:p>Guardiamo <st1:personname productid="la Francia" w:st="on">la Francia</st1:personname>, <st1:personname productid="la Germania" w:st="on">la Germania</st1:personname>, <st1:personname productid="la Spagna" w:st="on">la Spagna</st1:personname> e l’Inghilterra: se
ne son guardati bene dal rinunciare a una così importante risorsa, sia
economica che spir<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>uale, della
comun<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à. Per loro <st1:personname productid="la Cultura" w:st="on">la Cultura</st1:personname> è un bene
irrinunciabile. Da loro la cultura della Cultura è una realtà viva nelle
coscienze di tutti. Da noi è un passatempo, uno svago, un Luna Park. Se ne può
fare a meno.<o:p></o:p></span></p><p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="">Bisogna avere
l’onestà di dire che la crisi è giunta come un temporale su un terreno già
pieno di pozzanghere. <st1:personname productid="la Cultura" w:st="on">La
 Cultura</st1:personname> stava vivendo un momento di asfissia, strangolata
dalla burocrazia, da un’amministrazione appesant<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>a
dagli sprechi e da una gestione volutamente disordinata, dove si sono annidati
rend<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>e di posizione, corruttela,
privilegi e monopoli.<o:p></o:p></span></p><p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="">Quanta fatica
per trovare spazio al nuovo, per dare voce ai nostri terr<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>ori
così ricchi di invenzioni. Quanta fatica muoversi in un contesto sempre meno
pluralista e compet<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>ivo. Quanta
frustrazione è circolata tra noi davanti una visione museale dell’Arte, divisa
in pretestuose gerarchie e caste, nell’assurda logica della sovvenzione a fondo
perduto, con il r<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>uale beffardo di
una mano che toglie ciò che l’altra mano ha dato. Non hanno più voce quelli che
da sempre hanno invocato la detassazione dell’Arte.<o:p> <br /></o:p></span></p>

<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="">Con la crisi in
atto, che c’è ed è innegabile, si può affrontare l’aggrovigliata matassa delle
nostre strutture culturali in due modi.<o:p></o:p></span></p>

<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="">Il primo
richiede una convinta disponibil<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à
a considerare <st1:personname productid="la Cultura" w:st="on">la Cultura</st1:personname>
un’impresa da incentivare, da incoraggiare, da concepire come opportun<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à anche economica, con virtuose ricadute
nell’occupazione, nel turismo, nella vivac<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à
creativa, nella cresc<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>a civile,
nell’esportazione all’estero dei nostri talenti, nella coesione sociale.
Nessun’arma è efficace quanto <st1:personname productid="la Cultura" w:st="on">la
 Cultura</st1:personname>, a prevenire il disfacimento morale del Paese, a
combattere la sol<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>udine, a fare da
antidoto al bullismo, alla droga, alla mafia, al razzismo. <st1:personname productid="la Cultura" w:st="on">La Cultura</st1:personname> può fare molto di
più delle ronde.<o:p></o:p></span></p>



<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="">Questo modo di
affrontare la crisi prevede di restare fedeli all’articolo 9 della Cost<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>uzione secondo il quale <st1:personname productid="la Repubblica" w:st="on">la Repubblica</st1:personname> tutela il
paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. È un dettato
basilare che vincola lo Stato ad affidare una parte delle sue entrate alla
custodia dei nostri beni culturali e paesaggistici.<o:p></o:p></span></p>



<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="">Questo modo di
affrontare la crisi implica un radicale riassetto di tutto il settore
culturale, seguendo la logica dell’equ<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à,
del pluralismo, della funzional<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à e
della produttiv<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à nel suo
significato più vasto. Tutto ciò partendo sempre dal principio che <st1:personname productid="la Cultura" w:st="on">la Cultura</st1:personname> è valore
irrinunciabile, che non può sopravvivere senza investimenti.&nbsp; <o:p><br /></o:p></span></p>

<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="">Il modo giusto
di affrontare la crisi è considerarla un’opportun<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à
per riqualificare la spesa pubblica, perché spendere bene significa spendere
meno. La crisi è un’opportun<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à per
aprire un orizzonte di riforme strutturali, a breve e medio termine. <o:p></o:p></span></p>





<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="">Il secondo modo
di occuparsi della Cultura è considerarla, appunto, un lusso di cui si può fare
anche a meno. Il governo ha scelto questo secondo modo.<o:p> <br /></o:p></span></p>

<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="">Ci aspettano
quindi tempi drammatici: penuria culturale e disoccupazione.<o:p></o:p></span></p>









<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="">Partiamo dal
principio che in Italia non è in crisi il mercato culturale. La domanda
coinvolge molti milioni di c<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>tadini.
È invece gravissima la deliberata decisione di ridurre al minimo l’offerta. <st1:personname productid="la Cultura" w:st="on">La Cultura</st1:personname> non è affatto un
ramo secco da tagliare. I dati oggettivi ci dicono che ogni euro invest<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>o in cultura ne riporta a casa dai 5 ai 7 euro.<o:p></o:p></span></p><p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style=""><o:p></o:p>La destra ha
fatto tante promesse. Ma quante cose non ha neanche promesso perché non sapeva
nemmeno che esistessero. Nessuna pol<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>ica
sulla danza, la più bistrattata delle arti, anche se, attraverso le sue scuole
coinvolge milioni di giovani e di bambini, spesso affidati a dilettanti che li
costringono a chiedere aiuto all’ortopedico. Nessuna pol<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>ica
sull’educazione musicale, sulle nuove tecnologie, sulla discografia e la
semplificazione burocratica per compagnie e produzioni concertistiche. Nessuna
pol<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>ica sulla tutela del paesaggio,
che anzi viene sottratta ai sovrintendenti e consegnata ai manager, più
propensi a sacrificare l’ambiente a favore dei lavori edilizi. Nessuna pol<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>ica, se non a colpi d’ascia e di minacce, per le
fondazioni lirico sinfoniche. Nessuna pol<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>ica
per il Teatro – già sono stati chiusi più di 400 teatri e si va verso i 500,
spargendo tutt’intorno disoccupazione e silenzio. Nessuna volontà di redigere
finalmente una legge sullo Spettacolo, come esiste negli altri paesi europei.<o:p></o:p></span></p><p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style=""><span style="">&nbsp;</span>Non si è battuto ciglio di fronte al grido di
dolore <st1:personname w:st="on">degli</st1:personname> artisti, dei
Conservatori, delle biblioteche, dell’ed<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>oria,
delle mille realtà teatrali terr<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>oriali,
dove si esprime di più la contemporane<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à
e dove crescono i nuovi talenti.<o:p> <br /></o:p></span></p>

<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="">I Beni
Culturali si r<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>rovano con un
miliardo di euro in meno. È bancarotta, mentre la nuova legge che impedisce le
intercettazioni apre intere praterie di impun<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à
ai trafficanti di reperti archeologici e trafugatori d’arte: un giro gigantesco
di milioni di euro che passano dalla Cultura alla criminal<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à. <o:p></o:p></span></p>





<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="">Scuole, Univers<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à, teatri, musei, biblioteche, archivi, così come
gli ospedali, non si guadagnano da vivere. Per compiere la loro missione civile,
per aiutare, devono essere aiutati. E questo è un fatto che accomuna tutti i
paesi civili del mondo. Ma mentre le nazioni più avanzate sanno quanto sia
fondamentale, pur nel mezzo di una crisi economico-finanziaria, investire nei
grandi beni immateriali (salute, ambiente e cultura), il nostro non fa nulla.<o:p> <br /></o:p></span></p>







<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="">Gordon Brown
mette <st1:personname productid="la Cultura" w:st="on">la Cultura</st1:personname>
e la creativ<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à al centro dello
sviluppo strategico del sistema br<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>annico
e pone come obiettivo primario della nazione offrire la possibil<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à ai giovani di trovare il loro talento e di farlo
diventare lavoro e ricchezza per sé e per gli altri.<o:p></o:p></span></p><p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="">Il Presidente
Sarkozy, presentando un piano di investimenti e agevolazioni a beneficio della
Cultura nelle sue varie forme, sostiene che <st1:personname productid="la Francia" w:st="on">la Francia</st1:personname> agisce così non
per l’economia del Paese ma per la sua civiltà, considerando un’eventuale crisi
morale e culturale di gran lunga più temibile di quella finanziaria, economica
e sociale.<o:p> <br /></o:p></span></p>





<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="">Il futuro della
nostra Cultura deve entrare, al pari delle altre emergenze nazionali, nel ciclo
delle grandi riforme che il Paese aspetta e di cui si avverte un forte e
urgente bisogno. <st1:personname productid="la Cultura" w:st="on">La Cultura</st1:personname>
è il racconto della realtà. Giorno dopo giorno. Noi vogliamo contribuire a
scrivere un’Agenda del Bello che porti fuori pericolo e rilanci il nostro
straordinario Patrimonio Italia.<o:p></o:p></span></p><p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style=""><o:p></o:p>Chiudo il mio
intervento ricordando a tutti voi che nel programma elettorale del Part<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>o Democratico non compaiono mai le parole CULTURA
e BENI CULTURALI (Vi ricordo<span style="">&nbsp; </span>inoltre che
stiamo parlando dell’Italia). Il programma di un Part<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>o
che non tenga conto della Cultura è solo scartoffia di commercialista. Mi
piacerebbe che il PD, a cominciare dal suo interno, lavorasse intensamente per
creare nel nostro paese quella <st1:personname productid="la Cultura" w:st="on">la
 Cultura</st1:personname> della Cultura che lo difenderebbe da ogni deriva<span style="">&nbsp; </span>squallida e cinica come quella dell’era
berlusconiana. <o:p></o:p></span></p>

<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style=""><o:p>&nbsp;</o:p></span></p>

<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style=""><o:p>&nbsp;</o:p></span></p>

<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style=""><o:p>&nbsp;</o:p></span></p>

<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style=""><o:p>&nbsp;</o:p></span></p>

<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style=""><o:p>&nbsp;</o:p></span></p>

<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style=""><o:p>&nbsp;</o:p></span></p>

<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style=""><o:p>&nbsp;</o:p></span></p>

<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style=""><o:p>&nbsp;</o:p></span></p>

<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style=""><o:p>&nbsp;</o:p></span></p>

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    <title>OCCHI VERDI BRILLANTI PER GUARDARE AL FUTURO</title>
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    <published>2009-07-30T07:41:43Z</published>
    <updated>2009-07-30T07:44:19Z</updated>

    <summary> Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 st1\:*{behavior:url(#ieooui) } /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:&quot;&quot;; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:&quot;Times New Roman&quot;; mso-ansi-language:#0400; mso-fareast-language:#0400; mso-bidi-language:#0400;} Nel momento più cupo della crisi, quando oltre cinquecentomila lavoratori vengono sospinti nel tunnel oscuro della disoccupazione, ha senso proporre una visione positiva delle cose?...</summary>
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        <name>Pier Adami</name>
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<p>Nel momento più cupo della crisi, quando oltre cinquecentomila lavoratori
vengono sospinti nel tunnel oscuro della disoccupazione, ha senso proporre una
visione pos<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>iva delle cose? Si
rischia d’essere tacciati di ingenu<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à,
di ottimismo immotivato. Possiamo parlare di speranza e di futuro a un giovane
a cui è stata sottratta la tranquill<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à
di un lavoro stabile e dign<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>oso, e
di una pensione per la vecchiaia? Nonostante tutto, sono convinto di sì:
dobbiamo guardare avanti con fiducia. <o:p></o:p></p>

<p>Invece, sento talvolta nel centrosinistra riaffiorare il rimpianto per il<i>
mondo di prima</i>, quando c'erano ancora comunisti e democristiani, e tutto
sembrava più solido e chiaro. <o:p></o:p></p>

<p>Personalmente, non provo alcuna nostalgia per l'Italia del passato, se non
per la tenerezza che susc<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>a sempre
il ricordo dei giorni fragili dell’adolescenza. <o:p></o:p></p>

<p>Pol<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>icamente parlando, furono
anni di grandi illusioni e grandi nefandezze; anni di riforme importanti ma
anche di piombo e di stragi ancora senza colpevoli. <o:p></o:p></p>

<p>Neanche l'inquietante ascesa di Berlusconi al potere riesce a farmi
rimpiangere il passato. <o:p></o:p></p>

<p>L’Italia prima del Cavaliere non era l’Eldorado, così come quella di oggi
non è l’inferno.<o:p></o:p></p>

<p>Dobbiamo superare il vezzo di una visione nostalgica, cupa, che non sa
guardare avanti e infondere fiducia nei c<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>tadini.
<o:p></o:p></p>

<p>A livello globale, il mondo che mi circonda è migliore di quello in cui
coltivavo le mie speranze di adolescente. Molte di quelle speranze si sono
persino avverate, come la fine dell’apartheid in Sudafrica, la caduta di tanti
regimi fascisti, come quello cileno, la fine della guerra fredda. Cresce la
democrazia nel mondo, e ogni anno milioni di persone escono dal dramma della
fame: troppo lentamente, è vero, comunque un percorso pos<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>ivo
è in atto, tanto che ora ci poniamo la questione se, migliorando la v<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>a di tanti, avremo risorse per tutti.<o:p></o:p></p>

<p>Non ho alcun rimpianto per quel mondo<i> di prima,</i> chiuso da muri,
avvelenato da contrapposizioni ideologiche, sempre a rischio di catastrofe
nucleare.<o:p></o:p></p>

<p>Oggi stiamo smantellando gli arsenali atomici che la pol<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>ica dei blocchi aveva preparato in quegli anni, e
questo è già un segno concreto che il mondo che lascerò sarà comunque migliore
di quello che avevo trovato. Sono ancora tante le contraddizioni e le
lacerazioni che affliggono la nostra complessa società contemporanea, ma il
mondo sta progredendo.<o:p></o:p></p>

<p>Qualcuno, con il cappello e gli occhiali neri indosso, obietterà che è solo
cambiata la dislocazione del Male, ma non i suoi effetti, perché le cause che
lo scatenano, le disuguaglianze, la povertà, fisica e culturale,
l’intolleranza, sono ancora tutte qui, e alimentano nuovi focolai di guerra e
di tensione sociale. Tuttavia, cambiando ottica, s’intravedono segnali di una
più ampia volontà dei grandi del mondo di affrontare i problemi del pianeta, a
iniziare dal riscaldamento globale. Tra i grandi, vi sono oggi paesi prima
relegati nel sottosviluppo e anche questo è un buon segno.<o:p></o:p></p>

<p>In Italia abbiamo consegnato il monopolio dell’ottimismo al ghigno ipocr<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>a del presidente del Consiglio, proprio a lui che,
svalutando la ricerca, impoverendo la cultura, aumentando povertà e dispar<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à, sta portando indietro il nostro paese. <o:p></o:p></p>

<p>Nell’era del Cavaliere, molti nel centrosinistra si sono lasciati andare a
un pessimismo cosmico che porta a vedere nero; sempre con lo sguardo torvo a
predicare che in Italia non si può più vivere, che abbiamo toccato il fondo.
Tuttavia la “pol<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>ica con gli
occhiali scuri indosso”, di chi vede tutto oscuro, non è per nulla attraente. E
fa il gioco di chi vorremmo battere.<o:p></o:p></p>

<p>Noi democratici dobbiamo allora riappropriarci della speranza e tornare a
infonderla, con parole chiare, agli <st1:personname w:st="on">it</st1:personname>aliani.
Proponendo una pol<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>ica di cose
concrete, e giuste, che parta dalla valorizzazione delle straordinarie risorse
che l’Italia possiede.<o:p></o:p></p>

<p>I problemi ci sono, è inutile nasconderli. Mafie e camorre si sono
infiltrate nel tessuto produttivo, inquinandolo, al Sud come al Nord, a Palermo
come a Roma o a Milano. Il deb<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>o
pubblico enorme frena lo sviluppo, gli investimenti, e sta peggiorando. Abbiamo
il prelievo fiscale tra i più alti e i servizi tra i peggiori. Siamo tra i
primi per spese mil<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>ari nel mondo,
e tra gli ultimi per investimenti in innovazione e ricerca. L'immigrazione, non
gest<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>a da adeguate pol<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>iche di integrazione e di mediazione culturale, ha
aggravato i confl<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>ti sociali. Il
precariato domina il mondo del lavoro dei giovani. La stessa presenza di
Berlusconi al governo è un duplice problema, per il suo carico di confl<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>ti di interessi, questioni morali e giudiziarie, e
per quello che fa.<o:p></o:p></p>

<p>Molte delle questioni c<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>ate sono
frutto <st1:personname w:st="on">degli</st1:personname> errori di una cattiva
pol<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>ica.<o:p></o:p></p>

<p>Nonostante tutto, l'Italia è andata avanti, come se fosse assuefatta, da
secoli, a dover convivere con una pol<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>ica
e un'amministrazione che pongono ostacoli, divorano risorse, in sostanza
chiedono molto e rest<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>uiscono poco.<o:p></o:p></p>

<p>L’Italia di prima era l’Italia delle permanenti crisi pol<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>iche, della moneta debolissima e dell’inflazione:
di questo va dato atto al governo Prodi di aver chiesto agli <st1:personname w:st="on">it</st1:personname>aliani un sacrificio straordinario, ma ripagato
con l'ingresso nella moneta unica europea. <o:p></o:p></p>

<p>L’Italia di prima, post-rurale, raccontata da Pasolini, ruspante, era
lacerata dalle contraddizioni dello sviluppo rapido del dopoguerra; poi, quella
rampante e cinica, smascherata dai film di Sordi, è stata un'Italia ipocr<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>a, affamata di cresc<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>a
senza regole, la stessa che ha portato infine al potere il Cattivo Maestro di
villa Certosa. <o:p></o:p></p>

<p>Non era un'Italia diversa, sana e sobria, come qualcuno la ricorda con
rimpianto. È in quell'Italia che nasce l'edonismo di massa, la smania del
consumo, della ricchezza facile. Il Cattivo Maestro ha colto il segno dei tempi
e s'è posto a capo di un nuovo impero fatto di immagini, pubblic<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à, ragazze-copertina, sogno virtuale in grado di
condizionare l'immaginario di un intero popolo. <o:p></o:p></p>

<p>L'Italia di oggi, dopo trent'anni di sbornia, ha di certo bisogno di una
maggiore sobrietà e di consumi più ragionati. Senza moralismi o censure.
Bisogna guardare avanti, accettando però la sfida che il progresso si può
guidare, con una pol<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>ica seria,
puntando sull'istruzione e la cultura, unici antidoti contro i cattivi maestri,
e sulla qual<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à<i> vera</i> della v<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>a.<o:p></o:p></p>

<p>Un'Italia che deve avere fiducia che un'alternativa è possibile. <o:p></o:p></p>

<p>Togliamo il cappello e gli occhiali scuri, e guardiamo al nostro paese con
sguardo nuovo.<o:p></o:p></p>

<p>Guardiamolo con gli occhi verdi brillanti che rispecchiano la bellezza dei
nostri paesaggi, che s’emozionano davanti alla nostra storia, e si stupiscono
sia del fervore tecnologico di certe aree industriali all’avanguardia, sia dei
maestosi silenzi dei nostri monti. <o:p></o:p></p>

<p>Occhi verdi che guardano al futuro, ma che non sottovalutano le ricchezze
del presente: gli <st1:personname w:st="on">it</st1:personname>aliani sono un
popolo dotato di numerosi talenti, di una non comune creativ<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à, in grado di generosi slanci sociali. Formiamo
una comun<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à ricca di varietà,
divers<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à, frutto di millenni di
scorribande di vari forestieri, la cui civiltà ancora vive in noi. Questo
patrimonio, su cui oggi si fonda la nostra stessa ident<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à,
è prezioso, unico al mondo, e non dobbiamo disperderlo.&nbsp; <o:p></o:p></p>

<p>Purtroppo la pol<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>ica
dell'attuale governo, anziché valorizzare le virtù del nostro popolo, indulge
sulle sue debolezze e paure, acu<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>e
dalla crisi, e sta causando danni gravi al tessuto sociale e culturale del
nostro paese, fer<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>e difficili da
rimarginare. Non sarà facile e ci vorrà tempo e tanta buona pol<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>ica per riparare i danni provocati dal Cattivo
Maestro. <o:p></o:p></p>

<p>Tuttavia ce la faremo.<o:p></o:p></p>

<p>Vent'anni fa siamo risorti dallo scandalo del vino al metanolo e ora
produciamo vino di qual<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à eccelsa.
Eravamo indietro nelle energie rinnovabili, e in un anno abbiamo prodotto un
aumento di energia dal vento e dal sole pari a quella di una grande centrale
nucleare. <o:p></o:p></p>

<p>Siamo un paese straordinario.<o:p></o:p></p>

<p>Se l'Italia fosse anche governata con saggezza, sarebbe il luogo più bello
dove vivere, in grado di garantire benessere e qual<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à
della v<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>a a molte più persone. Noi
democratici sapremo governarla.<o:p></o:p></p>

<span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">Non partiamo da zero. Basta guardare l'Italia con gli occhi brillanti di
fiducia, occhi verdi perché sarà verde il futuro della nostra economia, che
garantirà lavoro a chi lo ha perso e speranze per i giovani. Questa è la pol<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>ica che il Part<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>o
democratico seguirà se Dario Franceschini ne diventerà il segretario, e per
questo io sono con lui.&nbsp;&nbsp; </span> ]]>
        
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    <title>CONFERENZA DI PIERLUIGI ADAMI SU ENERGIA NUCLEARE E TEMI AMBIENTALI</title>
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    <published>2009-06-11T09:28:00Z</published>
    <updated>2009-06-11T09:37:51Z</updated>

    <summary>Anche se non riguarda il tema della scrittura creativa, vi informo che è in rete la registrazione audio della mia lezione-conferenza tenuta a Roma per gli studenti del Liceo Scientifico Gullace. sui temi dell&apos;energia, delle centrali nucleari, dell&apos;inquinamento dell&apos;aria e dei cambiamenti climatici. La conferenza ha suscitato molto interesse tra gli attentissimi ragazzi.Trovate i file audio in:CONFERENZA DI P. ADAMISe...</summary>
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        <![CDATA[Anche se non riguarda il tema della scrittura creativa, vi informo che è in rete la registrazione audio della mia lezione-conferenza tenuta a Roma per gli studenti del Liceo Scientifico Gullace. sui temi dell'energia, delle centrali nucleari, dell'inquinamento dell'aria e dei cambiamenti climatici. La conferenza ha suscitato molto interesse tra gli attentissimi ragazzi.<br /><br />Trovate i file audio in:<a href="http://www.circoloalexlanger.it/archivio/lezione0209.html">CONFERENZA DI P. ADAMI</a><br /><br />Se intendete approfondire i temi dell'energia, in particolare nucleare, vi suggerisco di leggere i documenti - ai quali ho collaborato come autore - che trovate qui: <a href="http://www.circoloalexlanger.it/documenti.html">DOCUMENTI SU ENERGIA E AMBIENTE</a><br /><br />Buon ascolto e buona lettura!&nbsp; ]]>
        
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    <title>Scuola estiva di Scrittura Creativa e sceneggiatura a Teramo</title>
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    <published>2009-06-10T07:07:43Z</published>
    <updated>2009-06-10T07:25:14Z</updated>

    <summary> Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 st1\:*{behavior:url(#ieooui) } /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:&quot;Tabella normale&quot;; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:&quot;&quot;; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:&quot;Times New Roman&quot;; mso-ansi-language:#0400; mso-fareast-language:#0400; mso-bidi-language:#0400;} Ricevo, e volemtieri pubblico, l&apos;invito della Fondazione Università degli Studi di Teramo per la: Prima edizione della Scuola Estiva residenziale in Scrittura creativa e sceneggiatura....</summary>
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<p class="NoSpacing">Ricevo, e volemtieri pubblico, l'invito della Fondazione <span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">Univers<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à
<st1:personname w:st="on">degli</st1:personname> Studi di Teramo per la:<o:p></o:p></span></p>





<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: center; line-height: normal;" align="center"><b style=""><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">Prima edizione della Scuola
Estiva residenziale in <o:p></o:p></span></b></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: center; line-height: normal;" align="center"><b style=""><i><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">Scr<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>tura creativa e sceneggiatura</span></i></b><b style=""><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">.<o:p></o:p></span></b></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><b style=""><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;"><o:p>&nbsp;</o:p></span></b></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="">Imparare l’arte del narrare dalla voce di scr<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>tori
e sceneggiatori di grande esperienza, mettersi <o:p></o:p></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="">quotidianamente alla prova<span style="">&nbsp; </span>grazie
ad una didattica fortemente interattiva che fa dei<span style="">&nbsp; </span></span><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">laboratori di scr<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>tura</span><span style="">
e del supporto costante dei tutor il suo punto di forza. <o:p></o:p></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><span style="">Per chi aspira a diventare uno scr<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>tore
capace di raccontare e creare storie per la pubblic<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à
e la televisione, </span><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">per chi desidera imparare come si produce un
corto o una serie tv, per chi, semplicemente, vuole arricchire una competenza
acquis<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>a in amb<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>o letterario, nella comunicazione giornalistica o
pubblic<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>aria, in Internet, nei
linguaggi della tv e della radio, nelle aziende multimediali, <st1:personname productid="la Scuola Estiva" w:st="on">la Scuola Estiva</st1:personname> in Scr<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>tura creativa e sceneggiatura rappresenta il
contesto ideale in cui affinare le proprie capac<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à
e trasformare una passione in un<span style="">&nbsp;
</span>mestiere. A partire da ottobre 2009, infatti, saranno garant<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>i ai partecipanti stages di almeno 4-6 settimane
presso reti televisive, studi di sceneggiatori e agenzie di pubblic<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>à, studi multimediali, nonché set e sale montaggio
e regia. <o:p></o:p></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><st1:personname productid="La Scuola" w:st="on"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">La Scuola</span></st1:personname><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;"> fornisce 10 cred<st1:personname w:st="on">it</st1:personname>i
formativi. <o:p></o:p></span></p>





<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;"><st1:personname productid="la Scuola Estiva" w:st="on"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">La Scuola Estiva</span></st1:personname><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;"> si svolgerà in forma residenziale da venerdì <span style="">28 agosto <st1:metricconverter productid="2009 a" w:st="on">2009 <span style="">a</span></st1:metricconverter><span style=""> domenica </span>27 settembre 2009 presso
l’hotel-ristorante “Fattoria Cerreto” (</span></span><a href="http://www.hotelcerreto.it/"><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">www.hotelcerreto.it</span></a><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">), nel cuore delle colline teramane.<span style="">&nbsp; <br /></span></span></p><p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;">INFO: <a href="http://www.mastercreativa.it/">www.mastercreativa.it</a> - <a href="mailto:mastercreativa@yahoo.it">mastercreativa@yahoo.it</a><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;"><o:p></o:p></span></p>

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    <title>SCRIVERE ROMANZI: Quando la narrazione deraglia e la storia si squilibra</title>
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    <published>2009-05-20T13:00:24Z</published>
    <updated>2009-05-20T14:46:57Z</updated>

    <summary>In questo post vorrei affrontare un problema frequente che s&apos;incontra nella scrittura di opere complesse come un film o un romanzo: per quanto si pianifichi la struttura narrativa della nostra opera, si definiscano a grandi linee i caratteri dei personaggi, le loro motivazioni e obiettivi, può succedere scrivendo che il materiale narrativo prodotto a un certo punto cominci a discostarsi...</summary>
    <author>
        <name>Pier Adami</name>
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        <![CDATA[In questo post vorrei affrontare un problema frequente che s'incontra nella scrittura di opere complesse come un film o un romanzo: per quanto si pianifichi la struttura narrativa della nostra opera, si definiscano a grandi linee i caratteri dei personaggi, le loro motivazioni e obiettivi, può succedere scrivendo che il materiale narrativo prodotto a un certo punto cominci a discostarsi dall'idea iniziale, e dunque a "deragliare" dai binari previsti. <br />Proprio in questi giorni mi è accaduto di imbattermi in un problema simile mentre scrivevo il mio nuovo romanzo "Canto della Terra". Per questo ne parlo qui nel blog.<br />Questo problema di scrittura accade perché l'immaginazione e la creatività - nella migliore delle ipotesi - o lo scarso controllo di ciò che scriviamo (nella peggiore), portano chi scrive a sfuggire da troppe costrizioni. E' normale che accada, ed è anche giusto lasciare che la fantasia sviluppi nuovi contenuti nella nostra opera. Così accade che un personaggio considerato minore, con poco risalto nella trama, scrivendo diventi invece sempre più importante, sino ad assumere un ruolo fondamentale nella trama. Può accadere che questo personaggio acquisisca una sua motivazione, un obiettivo all'inizio non previato, e che dunque la sua vicenda personale acquisisca il livello di "storia autonoma", anche se all'interno della "storia principale" affidata al protagonista. Non è raro nella storia della scrittura che un personaggio di secondo piano "rubi la scena" al protagonista, e magari diventi egli stesso protagonista, costringendo lo scr4tore a rivedere il suo progetto iniziale dell'opera.<br />L'importante è che l'autore se ne accorga in tempo, e intervenga prima che l'opera cominci a traballare, a diventare squilibrata nelle sue componenti, nelle relazioni tra i personaggi, nelle motivazioni principali.<br />Scrivendo il mio nuovo romanzo mi sono reso conto che la "storia di Giò", fidanzato di Eva, la ragazza "bruja" un po' strega un po' sacerdotessa di remoti culti della Madre terra e dell'acqua, stava superando per intensità e dimensione quella della stessa protagonista. Nell'idea originale Giò era un musicista in grado di "far danzare i demoni della terra" - come asseriva Eva da bambina, quando raccontava che poteva davvero sentirli e vederli. La musica di Giò era dunque evocativa, funzionale alla storia di Eva. Invece con il "passar delle pagine" l'estro musicale di Giò è cresciuto, portando una motivazione forte al personaggio non più legata direttamente con la storia di Eva. Mi sono dunque trovato con un romanzo che si stava squilibrando, con due storie interne sempre più scollegate - a parte la relazione tra i due protagonisti.<br />Se è vero che in un romanzo possono coesistere più storie, varie digressioni (basta pensare ai Promessi Sposi), è però vero che è meglio &lt;i&gt;&lt;g&gt;focalizzare l'opera su di un tema portante&lt;/i&gt;&lt;/g&gt;, per non confondere le idee al lettore.<br />Dovevo fare qualcosa per salvare il mio romanzo dal perdersi lungo la faticosa strada della scritttura.<br />Allora sono intervenuto e ho "stralciato" la storia di Giò rifocalizzando la storia sul tema principale della mia protagonista. Ho sacrificato un po' dell'arte di Giò in nome dell'unità narrativa.<br />Non è stato facile: dispiace sempre ridimensionare o eliminare personaggi (e magari ci siamo anche "affezionati" a loro), ma ogni scrittore ha il dovere di pensare soprattutto alla propria opera, anche a costo di sacrificare parti già scritte.<br />Comunque, la "storia di Giò" continuerà a vivere, perché è diventato materiale per un nuovo racconto.<br />Pier<br /><br /> ]]>
        
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    <title>Officina Italia  Giornate di letteratura e creatività a Milano </title>
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    <published>2009-05-17T17:48:56Z</published>
    <updated>2009-05-17T18:22:45Z</updated>

    <summary>Ho ricevuto l&apos;invito per questa iniziativa a Milano. Non potrò partecipare per impegni a Roma: mi dispiace perché il programma è molto interessante. Officina ItaliaNata da un&apos;idea degli scrittori Antonio Scurati e Alessandro Bertante officina Italia è un festival che ha come fulcro la passione per la letteratura e la creatività.Nello spazio della palazzina Liberty di Milano ogni anno scrittori...</summary>
    <author>
        <name>Pier Adami</name>
        <uri>http://www.pierluigiadami.it</uri>
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        <![CDATA[Ho ricevuto l'invito per questa iniziativa a Milano. Non potrò partecipare per impegni a Roma: mi dispiace perché il programma è molto interessante. <br /><br />Officina Italia<br />Nata da un'idea degli scrittori Antonio Scurati e Alessandro Bertante officina Italia è un festival che ha come fulcro la passione per la letteratura e la creatività.<br />Nello spazio della palazzina Liberty di Milano ogni anno scrittori di successo ed emergenti presentano al grande pubblico brani inediti delle loro opere creando uno spazio di confronto diretto tra lettore e autore.<br /><br />Officina Italia è un evento che mira a promuovere confronto, letteratura, criticità e soprattutto occasione d'incontro con personaggi di spicco del panorama letterario italiano.<br />Giunto quest'anno al suo terzo appuntamento il più che noto evento Milanese ha ospitato nelle precedenti edizioni autori e registi del calibro di Salvatores, Saviano, Veronesi, Baricco, Luttazzo e molti altri.<br /><br />Officina Italia è promosso dal comune e dalla provincia di Milano.<br /><br />&nbsp;Per la terza edizione di Officina Italia l’appuntamento anche quest’anno è a Milano, alla Palazzina Liberty, dove dal 20 al 22 maggio 2009 torneranno gli scrittori con i loro inediti. Le scorse edizioni hanno portato in questo luogo storico cittadino, invaso ogni sera da centinaia di persone, Roberto Saviano, Alessandro Baricco, Carlo Lucarelli, Alessandro Piperno e poi Paolo Giordano, Sandro Veronesi, Sebastiano Vassalli e Andrea Bajani, solo per fare alcuni nomi. Tutti invitati a leggere, in anteprima per il pubblico, i brani delle opere a cui stanno lavorando.<br />Gli ospiti di questa edizione sono Giorgio Vasta, Nicola Lagioia, Tommaso Pincio, Melania Mazzucco, Ascanio Celestini, Paolo Di Stefano, Alfonso Berardinelli, Wu MIng, Gaia Manzini, Simone Sarasso, Tiziano Scarpa, Michele Serra e Niccolò Ammaniti. <br /><br />Gli incontri sono suddivisi nell'arco dei tre giorni, con inizio alle 21:00 e termine alle 24:00.<br />Ingresso libero fino ad esaurimento posti.<br /><br />La manifestazione si svolgerà secondo il seguente programma:<br /><br />Mercoledì 20 maggio ore 21.00<br />letture di<br /><br />Giorgio Vasta<br />Tiziano Scarpa<br />Tommaso Pincio<br />Melania Mazzucco<br />Ascanio Celestini<br /><br />Giovedì 21 maggio ore 21.00<br />letture di<br /><br />Nicola Lagioia<br />Alfonso Berardinelli<br />Marco Belpoliti<br />Wu Ming<br /><br />Tavola rotonda ore 22.00<br /><br />"Prigionieri del presente."La narrativa al tempo della cronaca<br />Wu Ming, Marco Belpoliti, Alfonso Berardinelli, modera Antonio Scurati<br /><br />Venerdì 22 maggio ore 21.00<br />letture di<br /><br />Gaia Manzini <br />Simone Sarasso<br />Paolo Di Stefano<br />Michele Serra<br />Nicolò Ammaniti.<br /> ]]>
        
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    <title>Sono tornato in rete!</title>
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    <published>2008-09-11T11:59:06Z</published>
    <updated>2009-05-21T06:52:08Z</updated>

    <summary>è vero, sono passati mesi dal mio annuncio che avrei attivato questo blog e il Manuale di scrittura, e per mesi sono invece rimasto in silenzio... il mio nuovo impegno politico tra gli ecologisti del Partito democratico, ha portato via molto del mio tempo, ma sto sistemando le cose per riuscire a conciliare le tante &quot;anime&quot; della mia vita: la...</summary>
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        <![CDATA[è vero, sono passati mesi dal mio annuncio che avrei attivato questo blog e il Manuale di scrittura, e per mesi sono invece rimasto in silenzio... il mio nuovo impegno politico tra gli ecologisti del Partito democratico, ha portato via molto del mio tempo, ma sto sistemando le cose per riuscire a conciliare le tante "anime" della mia vita: la scrittura, il lavoro come ingegnere, l'impegno ecologista, la famiglia (che in realtà è al primo posto).<br />Ora sto finendo di sistemare la pagina principale di pierluigiadami.it e tra breve riprenderò a inserire pagine del Manuale di fiction / scrittura creativa&nbsp; nel Web così potremo davvero lavorare insieme.<br />Ad agosto ho portato avanti la scrittura del mio nuovo romanzo, "Canto della Terra", ambientato tra la Sardegna e la California. La creatività si è rimessa in moto, e mi fa ovviamente piacere. Vi terrò aggiornato sugli sviluppi della creazione del nuovo romanzo, sulle scelte di scrittrua che sto adottando.<br />Chi è interessato a seguirmi in queste fatiche letterarie può scrivermi a:<br />pier (chiocciola) pierluigiadami.it<br />Pier<br /> ]]>
        
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    <title>Nuovo blog</title>
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    <published>2007-10-04T07:46:13Z</published>
    <updated>2007-10-04T08:56:11Z</updated>

    <summary>Oggi, 4 ottobre 2007 nasce il blog &quot;Libera Scrittura&quot; di Pierluigi AdamiCi siamo! Sono di nuovo in Rete dopo essere misteriosamente scomparso dal Web per qualche mese.Mi ero stancato del solito sito, statico, ammuffito, aggiornato raramente, poco interattivo. Oggi il mondo della Rete non sa che farsene dei vecchi siti personali che nessuno più guarda.Oggi la Rete chiede INTERAZIONE e...</summary>
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        <![CDATA[<div align="left"><font style="font-size: 1.25em;">Oggi, 4 ottobre 2007 nasce il blog "Libera Scrittura" di Pierluigi Adami<br /></font></div><br />Ci siamo! Sono di nuovo in Rete dopo essere misteriosamente scomparso dal Web per qualche mese.<br />Mi ero stancato del solito sito, statico, ammuffito, aggiornato raramente, poco interattivo. Oggi il mondo della Rete non sa che farsene dei vecchi siti personali che nessuno più guarda.<br />Oggi la Rete chiede INTERAZIONE e CONDIVISIONE.<br />C'è chi condive le foto delle vacanze e chi i video. Si condivide una comune passione.<br />Qui vogliamo condividere la passione per la scrittura.<br />Chi ricorda il mio vecchio sito, avrà probabilmente scaricato il mio manuale di scrittura creativa, liberamente distribuito in più di 20.000 copie. Un bel successo, senza dubbio, che però non maschera le lacune di quel testo, ancora incompleto in molte parti. Ora che sto scrivendo un nuovo romanzo (vi terrò aggiornati) non ho tempo per completare il Manuale di Fiction-Scrittura creativa.<br />L'idea allora è quella di CONDIVIDERE il testo con tutti i lettori del Blog Liberascrittura e portare avanti il suo sviluppo INSIEME, secondo la logica e le tecniche del lavoro collaborativo.<br />Il modo migliore per condividere un testo via Internet è l'apertura di un Wiki. IL mio intento è quello di trasformare i capitoli in elaborazione del Manuale in pagine Wiki, in modo che tutti coloro che vorranno contribuire al suo sviluppo potranno aggiungere parti, modificarne altre, correggere errori. Se lavoreremo bene insieme, potrà venire fuori un gran bel lavoro.<br />Datemi qualche giorno, e inizierò a mettere il Manuale in Rete. Continuate a seguirmi.<br />&nbsp;<br /> ]]>
        
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