I Simboli eterni, Miti e Archetipi nella narrazione

Mercoledì 04 Luglio 2012 10:08 amministratore
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I personaggi che popolano le leggende, i racconti e le fiabe di ogni tempo, sono ben più che un semplice frutto della fantasia dell’uomo per fini narrativi. La questione è molto più complessa e in questo manuale ne daremo alcuni accenni.

Il processo narrativo è molto legato ai miti che popolano la nostra fervida immaginazione. Come abbiamo visto, il mito è “un’espressione del volto divino”: appartiene all’umanità dai tempi più remoti, frutto di simboli profondi legati agli archetipi della nostra psiche.

Secondo lo psicologo analitico Carl Gustav Jung, gli archetipi sono “forme primordiali” dell’inconscio, che resterebbero vuote se non fossero “riempiti” di contenuti mitici.

 

Dal mito, sono scaturiti riti religiosi che hanno forgiato le culture che si sono succedute nel corso di millenni (l’aspetto religioso, ovviamente, esula dal contesto di questo testo). Secondo Propp, dai riti iniziatici delle antiche popolazioni, sono poi sorte le leggende e le fiabe, patrimonio sorprendentemente comune e universale. È impressionante come certi simboli siano ubiquitari nel pianeta, indipendenti dal tempo, dal luogo e dalle culture che li generano. Prendiamo, ad esempio, la figura del Drago: questo essere mostruoso in realtà non è mai esistito sulla terra, eppure la sua immagine – belva dal corpo a squame e a più teste che sputano fiamme - si ritrova, praticamente uguale, nella simbologia e nelle leggende di tutte le culture umane, anche le più remote, sin dalla notte dei tempi. Né la sua vaga somiglianza con esseri esistiti sulla terra può giustificare la sua immagine ubiquitaria, in quanto, alla nascita della stirpe umana, i grandi rettili, più simili ai draghi, erano già scomparsi da milioni di anni. Dunque l’universalità del simbolo mitico testimonia il suo legame con la psiche dell’uomo, con i meccanismi che regolano i suoi processi di traduzione narrativa di segni profondi dell’inconscio.

Nel corso dei secoli, i simboli primordiali hanno dato vita a un pantheon di figure più complesse, dapprima legate al Cosmo e alla Natura – che rappresentavano il mondo primitivo misterioso e spesso cruento – ricco di divinità dei fulmini, dei tuoni, dell’acqua e di fantastici animali dotati di particolari funzioni, come gli uccelli che trasportavano le anime nell’aldilà. Una successiva evoluzione ha condotto alla personificazione di queste figure primordiali, e allora sono arrivati nel percorso narrativo dell’uomo i personaggi, che hanno dato vita al racconto nella forma che oggi conosciamo.

Nel seguito analizzeremo alcuni di questi simboli e personaggi, alcuni di loro sono veri e propri archetipi primordiali, come il labirinto (legato alla figura della Madre); altri, dalle forme animali, rispecchiano i simboli arcaici delle prime civiltà nomadi e pastorali; altri ancora, come mentore, maghi e veggenti, sono veri e propri personaggi frutto di società già progredite come quella greca.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Luglio 2012 17:17