Libera Scrittura

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p1: Si comincia dall'idea

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Ogni storia si basa su un’idea che ne forma l’asse portante. Se si racconta, vuol dire che c’è un perché che giustifica l’azione, uno scopo che muove i personaggi. Tutte queste cose insieme formano il tema della storia.

Prima di cominciare a scrivere, bisognerebbe porsi la domanda: che cosa voglio dire? La risposta che forniamo costituisce il tema della storia.

Il tema deve sempre poter essere espresso in poche parole, due o tre righe al massimo. Se cominciamo ad avvinghiarci intorno a spiegazioni complesse, vuol dire che la storia non è ben focalizzata.

Non è vero che ad una storia complessa deve corrispondere un tema complesso. Il tema deve essere chiaro, secco, pungente, denso.

Persino i “Promessi Sposi”, romanzo dall’intreccio ricco e pieno di digressioni, è stato spesso sintetizzato dalla celebre frase: “Questo matrimonio non s’ha da fare”. Questo è l’asse portante che muove l'azione. Che poi si complica, s’arricchisce nella struttura, s’impreziosisce con lo stile e con la lingua - ecco gli attributi che formano un capolavoro - ma, nella sostanza, l'idea di fondo può sempre essere ridotto a quelle poche parole.

Prendete una qualsiasi grande storia, da una tragedia di Shakespeare ad Anna Karenina, da Madame Bovary sino al Grande Gatsby e vedrete che si riescono a spremere in una riga o due di concetto.

esercizio

prendete gli ultimi cinque romanzi che avete letto ed estraetene il tema.

Fate quindi la stessa cosa con la storia che avete in mente: se non riuscite a strizzarla nel modo descritto, vuol dire che qualcosa non va. Più l’idea alla base di una storia è chiara, semplice, concisa, più rimarrà impressa nella mente del lettore.

Proviamo dunque ad iniziare da un'idea. L'idea è il motore che genera la storia, si è detto; ne sintetizza la ragione, il motivo.

L'idea deve poter essere espressa da una singola frase, anche semplice.

«la bramosia irrefrenabile di denaro conduce alla follia», ad esempio.

Considerate che l'idea che ha generato la vostra storia è quella che poi viene trasferita al lettore o allo spettatore:

  • tanto più è chiara, tanto più facilmente attirerà lo spettatore/lettore ad andare avanti;
  • tanto più è chiara tanto meglio la vostra storia resterà impressa nella mente di chi la legge o guarda;
  • tanto più è chiara tanto più facilmente potrà essere raccontata e diffusa mediante il passaparola.

Un'idea chiara, è anche più semplice da spiegare a un editore o ad un produttore cinematografico, che saranno più disposti a leggere o ascoltare il seguito. Non a caso, nel mondo un po' pittoresco della produzione cinematografica romana degli anni '60, quella singola frasetta messa sulla copertina di molti copioni a sintetizzare l'idea alla base del film, veniva chiamata «acchiappino», perché doveva «acchiappare» l'attenzione del produttore.

Torniamo all'idea-esempio

«la bramosia irrefrenabile di denaro conduce alla follia»

possiamo notare che si può scomporre in tre parti, le "3C":

  • CHI – è la parte relativa al personaggio della nostra storia, o un suo attributo, la sua natura individuale: la bramosia irrefrenabile, in questo caso.
  • COSA – è l'oggetto che muove la trama, il motore della storia: in questo esempio è il denaro.
  • COME – ci descrive l'esito della storia, il «come va a finire»: conduce alla follia, in questo esempio.

Nel caso dei Promessi Sposi, possiamo ad esempio descrivere l'idea come: "La prepotenza del potere viene sconfitta dalla forza dei sentimenti". Naturalmente non contiene tutti i messaggi che l'Autore ha inteso trasmettere, ma descrive in sintesi l'azione: chi? Don Rodrigo, cosa? la sua prepotenza, l'arroganza che esprime la protervia del potere; come? viene sconfitta dall'amore tra Renzo e Lucia che supera tutti gli ostacoli.

Torniamo al nostro esempio: "la bramosia irrefrenabile di denaro conduce alla follia".

E’ chiaro che da un’idea iniziale come questa si possono generare infinite storie diverse; però una premessa di questo genere inizia a “mettere dei confini”, definendo i punti essenziali della nostra narrazione. Individua anche un percorso, quello del protagonista, verso la salvezza – raggiungimento degli obiettivi – o la sconfitta.

Nell’esempio qui sopra, è evidente che il percorso della storia condurrà ad un esito drammatico, identificando anche il “taglio” narrativo, se non ancora il genere.

In sintesi:

  • L’idea deve focalizzare l'attenzione, concentrare la scrittura: cercate un obiettivo - un oggetto, un tema, una parola - su cui calamitare gli occhi e la curiosità del lettore.
  • Girate intorno all’idea scelta, guardatela da ogni angolazione, svisceratene ogni aspetto.
  • Usate più spesso il teleobiettivo, che ingrandisce anche una piccola cosa, piuttosto che il grandangolo, che invece sminuisce anche le cose grandi.

Ricordatevi che circoscrivere l’idea non serve solo a chi legge, attirato nella trappola della lettura da un obiettivo chiaro, ma anche a chi scrive: un punto focale è un faro per lo scrittore, una guida che impedisce di perdersi.

Italo Calvino, nelle sue "Lezioni Americane", ci suggerisce di:

"Limitare il campo, suddividere in campi più limitati, dettaglio del dettaglio, risucchiato dall'infinitesimo".

Nel costruire una storia, sia essa un racconto, romanzo o film, si parte sempre dall'Idea che è il motore della storia; l'idea però è composta da poche righe, e lunga è la strada che condurrà al romanzo o al film. Nel mondo del Cinema, l'Idea genera il soggetto, sorta di racconto breve che contiene le linee guida del film; la sequenza degli eventi viene sintetizzata nella scaletta, mentre la storia completa viene descritta dalla sceneggiatura.

Vedremo nei prossimi capitoli come costruire la nostra storia.

 


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