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Home Libero Manuale di Scrittura Creativa La storia da raccontare Scrivere un racconto, un romanzo o un film

Scrivere un racconto, un romanzo o un film

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"Un racconto può essere scritto con la bottiglia, ma per un romanzo hai bisogno di quella prontezza intellettuale che ti consente di tenere a mente l'intero schema e di sacrificare senza remore gli episodi secondari" (F. Scott Fitzgerald).

Chiariamo subito che la differenza tra racconto e romanzo non sta nel fatto che il primo è breve e il secondo è lungo. Ci possono essere racconti lunghi e romanzi brevi, anche se spesso il racconto troppo lungo tende a stancare, il romanzo troppo breve tende a essere poco sviluppato e motivato. Questo perché, come direbbe Vincenzo Cerami, il racconto si basa su un'unica idea forte, mentre il romanzo su tante idee deboli.

Per meglio comprendere il significato di "idea forte" pensate alla "Metamorfosi" di Franz Kafka: il povero Gregor Samsa una mattina si sveglia e scopre d'essere diventuato un mostruoso insetto. Più forte di così… Il racconto tende a essere monotematico (per questo, se è troppo lungo, alla fine può annoiare), mentre nel romanzo conta l'intreccio tra tanti temi - principale e secondari. Per questo il romanzo ha bisogno di spazio, di respiro, per svilupparsi in modo completo.

Nel racconto conta l'idea di per sé, unica, che focalizza tutta la storia. Non ci sono - o sono appena accennate - trame secondarie; gli eventi sono centrati in un momento ben preciso: il fattore tempo non è sempre rilevante.

Il corrispettivo del racconto nella produzione audiovisiva è il cortometraggio, un film breve (meno di mezz'ora, di solito, ma anche di pochi minuti), necessariamente focalizzato su di un'idea forte.

Nel romanzo e nel film lungometraggio contano invece le relazioni tra le storie, che generano la trama principale e quelle secondarie, e il loro sviluppo, svolto, ma non necessariamente, anche su piani temporali distinti.

Molti romanzi sono diventati dei grandi film, tanto per citare un esempio: "Il nome della rosa" tratto dal romanzo di Umberto Eco). Negli USA è molto più comune trarre film da romanzi editi, a testimonianza della familiarità tra i due modi narrativi.

Una differenza importante tra un romanzo e un film è... il suo costo di produzione! Il romanziere può scrivere praticamente quello che vuole, inventando scenari fantastici, complessi, che poi saranno visualizzati solo nella mente del lettore; lo sceneggiatore deve fare attenzione ai conti, a priori: ogni cosa che scrive, ogni scena che descrive, ogni ambiente, sarà poi concretamente realizzato dallo scenografo e ripreso dal regista. Se la storia è ambientata tra Oslo e Timbuktu, bisognerà calcolare il costo di spostamento di una troupe di decine di persone da un capo all'altro del mondo, o di una ricostruzione in studio degli ambienti; se l'ambientazione è settecentesca, tra i castelli della Loira, andrà valutato il prezzo dell'affitto dei castelli, nonché degli oggetti (carrozze, cavalli) e dei costumi dell'epoca (la realizzazione dei costumi incide molto sul costo di un film storico). Se lo sceneggiatore introduce un nuovo personaggio, questo diventerà un altro attore da pagare. Realizzare un film costa milioni di euro – un milione di euro è il costo di un film “economico”, ma ci sono film costati decine di milioni di euro – che non sempre vengono coperti dai ricavi al botteghino. Dunque il romanziere ha le mani molto più libere dello sceneggiatore, e il fattore costo alla fine modifica anche la forma della scrittura.

A causa della diversa modalità di fruizione – un film è concentrato in due ore di proiezione, un romanzo può avere un “respiro” di lettura protratto in vari giorni – i film, in genere, tendono ad essere più focalizzati sul protagonista, l'Eroe della storia, mentre nei romanzi c'è più spazio per sviluppare anche i personaggi secondari. Digressioni dal tema principale, molto frequenti in Letteratura, sono più rare al Cinema.

Non a caso, quando si traspone sul grande schermo un romanzo, si parla talvolta di riduzione cinematografica, anche se il termine «adattamento» è più corretto.

 

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