Libera Scrittura

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Idea, Fabula, Trama

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E’ evidente che partendo da una stessa idea di una storia, due scrittori diversi produrranno due romanzi (o film o dramma) diversi. Focalizziamo alcuni aspetti della nostra storia:

• Non si racconta tanto per raccontare, si racconta una certa storia.

• La storia è comunque il centro della narrazione, l’asse portante.

• Nella storia è contenuto il motivo, il perché, lo scopo.

Non basta che una storia sia intensa, ricca di eventi o sentimenti: bisogna saperla raccontare.

Anche una bella storia se mal raccontata perde tutto il suo fascino. Ad esempio, molti esordienti narrano seguendo in modo lineare la sequenza cronologica degli eventi - che formano la fabula di una storia, senza salti, rimandi, o flashback che rendono più vivace la narrazione, e il risultato può essere noioso.

Vediamo allora da che cosa è composta una storia

  • Dall’Idea o Tema, che ne è la sorgente, ne esprime il senso e il motivo;
  • Dalla Fabula, che della storia è il racconto lineare degli eventi, sequenziale e cronologico;
  • Dalla Trama, che è l’intreccio narrativo degli eventi

Vedremo come, a poco a poco, dall'ìdea si identificano alcuni punti focali, dai quali si inizia a sviluppare la storia nella varie parti.

Il racconto cronologico, la Fabula, può essere abbozzato per dare solidità temporale alla narrazione, anche se la trama finale non seguirà necessariamente gli eventi nel loro ordine, ma anzi li mescolerà per dare maggiore effetto drammatico, con salti all'indietro (flashback) o in avanti (flash forward).

Fabula

Proprio perché la trama finale può essere intricata, appuntarsi da una parte la fabula con la sequenza temporale dei fatti può essere utile per non perdere il filo della storia.

Scrivere un romanzo o un film è un’operazione complessa che richiede anche una buona dose di capacità progettuale. Da questo punto di vista, il lavoro dello scrittore può ricordare quello dell’architetto: una storia è costituita da tanti mattoni che sono gli eventi che la compongono, e vanno messi al posto giusto. Proprio come un palazzo sta in piedi grazie all’equilibrio tra le forze (e gli sforzi) che insistono sulla struttura dell’edificio, anche un romanzo “sta in piedi”, ossia è leggibile, se le parti che lo compongono sono ben equilibrate. Uno squilibrio tra le parti può compromettere la sua “solidità” narrativa, e farlo precipitare. Quante volte abbiamo trovato il finale di una storia troppo sbrigativo, o superficiale, oppure la parte centrale troppo lunga e confusa! Questi “errori di struttura” sono causa di noia e di interruzione prematura della lettura oppure della visione del film.

 

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