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Home Libero Manuale di Scrittura Creativa Prima di iniziare Superare il "blocco da pagina bianca"

Superare il blocco da pagina bianca

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La pagina inossidabilmente bianca che non ne vuole sapere di riempirsi di parole, che s’intigna nel restare vuota, che non si riesce a scalfire, genera la situazione più sconfortante che vive chiunque voglia scrivere. E' più irritante di un verbo che non si trova, di una parola sbagliata che sbalestra un periodo. Rimane lì, quella pagina inaccessibile come il deserto, a rispecchiare il deserto delle nostre idee. Eppure di idee ne abbiamo tante, nella testa, ma ci sfuggono; ad un certo punto sembra di averne acchiappata una, ma poi si dissolve come un miraggio; un’altra compare e scompare, si nasconde e c’impedisce di infilarla in quella maledetta pagina. Il blocco da pagina bianca è così frustrante che molte persone abbandonano l’idea di scrivere per quel motivo. Non bisogna spaventarsi e mollare tutto. Bisogna convincersi che nessun ostacolo è insormontabile e, come in ogni altra attività, con la pratica e l’esperienza s’impara via via a governare i problemi. Compreso quello della pagina bianca. A furia di scrivere, vedrete che il blocco si verificherà con sempre minore frequenza. Però, per usare un abusato modo di dire, bisogna pur rompere il ghiaccio, in qualche modo.

- Innanzitutto: calma.

Niente ansia, né fretta. Ansia e fretta finiscono solo per “rendere più bianca” la pagina che non riusciamo a scrivere. L’ideale sarebbe quello di riuscire a vedere quella pagina con sereno distacco, come uno schermo sul quale proiettare le nostre idee. La nostra mente è zeppa di immagini, recenti e passate, di oggetti e persone. Ripensiamo alle nostre ultime ore: quante diapositive ideali potremmo proiettare su quella pagina bianca! Tante fotografie di quello che abbiamo vissuto o che ci circonda: gli occhi intensi di una ragazza vista nel metrò, il volto scavato di un anziano, il passo veloce di un poliziotto; oppure un bel fiore spuntato in mezzo al cemento, una bicicletta gettata all’angolo di una strada. Guardate fuori dalla finestra: ispiratevi ai panni stesi ad asciugare che svolazzano nel balcone di fronte, alla quiete della campagna in cui siete immersi (beati voi) o alla vibrante frenesia di via Montenapoleone a Milano.

- Il segreto sta nel focalizzare le idee, concentrarsi sui particolari.

Per rompere il ghiaccio è dunque meglio usare la lente d’ingrandimento piuttosto che il grandangolo. Se c’è un blocco, è opportuno non pensare ai “grandi temi”, che non si sa mai come affrontare, né da dove iniziare. Armiamoci di paraocchi, invece, e costringiamo la nostra vista a guardare una sola cosa per volta, e proviamo a raccontarla. Anche piccola o insignificante: un mazzo di chiavi, una matita. Non importa che cosa. Ogni cosa può essere raccontata.

- Per raccontare bisogna porsi delle domande sull'oggetto del racconto.

Chi è? Che cos’è? Com’è? E poi, pensate alla sua storia: Da dove viene? Chi l’ha fatto (se è un oggetto)? Perché è lì? Come diventerà?

Provate poi a pensare alle relazioni causa-effetto legate all'oggetto del racconto:

Che cosa provoca la sua presenza? Se non ci fosse, che accadrebbe? Se se ne andasse (persona) o si rompesse (oggetto), chi ne soffrirebbe?

Circoscrivete il vostro obiettivo, osservatelo da vicino, guardatelo sotto varie angolazioni e luci. Se si tratta di un oggetto, lanciate tutti i vostri sensi: toccatelo, per saggiarne la consistenza e la ruvidità; è freddo? E’ pesante? Ascoltatelo quando si muove, sentite il suo suono quando urta altre superfici. Se è possibile, assaggiatelo, e descrivete il suo sapore. Annusatelo, e parlate del suo profumo.

Come si vede, ce n’è abbastanza per rompere il ghiaccio e spezzare il maleficio che blocca la scrittura. Forse non scriverete un capolavoro, ma scriverete qualcosa, che magari potrà generare un racconto o un film, o entrare in seguito in un romanzo. Oppure non genererà null’altro, ma resterà un ottimo esercizio di scrittura, con il merito di non aver fatto sentire il “blocco da pagina bianca”.

Il modo migliore per evitare il "blocco", comunque, è fare esercizi di scrittura.

L'arte di scrivere è come lo sport: migliora con lesercizio. Bisogna fare ginnastica, scrivendo ogni giorno, scrivendo tanto, su tutto e di tutto. Non importa che la meta di tanta scrittura non sempre sia definita. Non importa il dove o il come, ma scrivete.

Ricapitolando:

Scrivere regolarmente, ogni giorno, ovunque capita;

Fare ginnastica, esercizi di scrittura;

Leggere, soprattutto: la lettura è fonte d’ispirazione e di confronto con la propria scrittura. I grandi scrittori con il loro stile, i tempi e i modi della narrazione hanno sempre qualcosa da insegnarci;

Tradurre un classico da un’altra lingua è una palestra utilissima, ove possibile. Certo, tradurre Dostojevskij dal russo è un esercizio riservato a pochi, però in molti casi è sufficiente una rudimentale conoscenza di una lingua e un buon vocabolario per vivere una magnifica esperienza letteraria;

La costruzione di un testo e le sue revisioni richiedono calma, e tempo: è meglio allora scegliere un luogo tranquil­lo, affine, tra cose care, senza disturbi. Non avere fretta:: più tempo si dedica alla scrittura e meglio è, ogni det­taglio dev'essere limato e rifinito con cura scrupolosa. Bisogna essere sicuri di aver fatto un buon lavoro, che non mostri le classiche falle da scrittore dilettante; il libro o il copione dev'essere curato nello stile e ben presentato.

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