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Tutto aumenta, ma la bolletta elettricità diminuisce grazie alle rinnovabili

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Quest'anno è iniziato nel segno di una grande sofferenza per molte famiglie. Sono milioni gli italiani che ormai non riescono a pagare le bollette e sono costretti a vivere senza riscaldamenti o limitando al massimo i consumi. In questo momento di gravi difficoltà, di costi che aumentano, c'è solo una piccola, buona notizia: almeno la bolletta dell'elettricità diminuirà dell'1,4%, grazie al contributo delle fonti rinnovabili.

Una riduzione ancora insufficiente, che testimonia la lentezza del sistema tariffario nel rispondere alle azioni vantaggiose per gli utenti, ma dopo anni di continui aumenti è un segnale di un'inversione di tendenza.

Che il 2012 sia stato un anno di crisi, lo dimostrano anche i consumi elettrici, diminuiti del 2,8% rispetto al 2011, che a sua volta era stato un anno di forte contrazione, in linea con il crollo del PIL 2012 (-2,4%), portando il fabbisogno elettrico nazionale a 324.000 gigawattora.
Ecco i dati più significativi del sistema elettrico nazionale nel 2012:
Il dato positivo più eclatante è quello della Sicilia che a novembre ha visto
crollare il prezzo dell'energia elettrica al minimo storico di 40,58 €/MWh (di solito ha
una media più alta della nazionale che è 60€) grazie all'enorme
produzione di rinnovabili, in particolare eolico, che con i suoi 1000MW
di potenza ha coperto per diversi giorni dell'anno quasi l'intero fabbisogno regionale.

Purtroppo, i dati recenti sulle previsioni dell'installazione di eolico nel nostro Paese, a causa della politica imposta dal governo Berlusconi prima, e dalle deliberazioni di Corrado Passera poi nel governo Monti, porteranno al blocco totale della crescita delle rinnovabili in Italia nel 2013. Bisogna intervenire con urgenza per evitare che l'unico comparto industriale che ha retto alla crisi si fermi del tutto.

  • A livello nazionale la quota di fabbisogno elettrico soddisfatta da
    fonti rinnovabili si attesta al 28% con oltre 90miliardi di chilowattora prodotti da fonti "pulite" (idroelettrico, fotovoltaico, eolico, geotermico). Un dato davvero straordinario.
  • Grazie a questo risultato delle rinnovabili, è crollata in Italia la produzione termoelettrica: -7,3% rispetto al 2011, e ciò significa meno gas in atmosfera da fonti fossili che alterano il clima. Purtroppo il riscaldamento globale fa effetto anche in Italia, e quest'anno chiudiamo con un aumento medio di +0,12 °C rispetto al 2011.
  • L'eolico segna un +32,3% rispetto al 2011 con circa 13.000 gigawattora prodotti, con picchi rilevanti nei mesi di novembre e dicembre. Già sappiamo, e vale anche per il fotovoltaico, che questo tasso di crescita, a causa di una politica davvero poco lungimirante, non si ripeterà se non si interviene con urgenza.
  • L'idroelettrico è in ripresa nell'ultimo trimestre (+23% rispetto al 2011) mentre era in diminuzione nei primi mesi dell'anno, con una media annua di -8,5%.
  • Il fotovoltaico raccoglie un rilevante +85% con 18.500 gigawattora prodotti (pari a tre grandi centrali nucleari). Tuttavia, la sua espansione a 3 cifre del primo semestre (+280%) s'interrompe bruscamente a giugno 2012, quando si delinea purtroppo la riduzione degli incentivi voluta dal governo nel nuovo Conto Energia (a novembre solo +3% rispetto al novembre 2011).

Un dato interessante e simbolico: fonti TERNA mi hanno riferito che in
alcuni giorni quest'anno, con la produzione rinnovabile ai massimi,
l'Italia ha esportato energia verso la Francia...
Sempre da TERNA la news della sperimentazione pilota in Italia, prima
dopo il Giappone (che detiene la tecnologia) dei grandi accumulatori -
"pile" - in grado di immagazzinare l'energia rinnovabile quando è
prodotta in eccesso per poi rilasciarla durante le ore di scarsa
produzione.

 

 

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