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Home EcoBlog Passione Civile news Il politica regna il Drago? Allora serve l'Eroe

Il politica regna il Drago? Allora serve l'Eroe

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Berlusconi sta correndo verso la fine del suo impero, a destra frana tutto, ma se si guarda a sinistra c'è il deserto. Diamine, dov'è il Pd? In questi momenti la gente s'aspetta anche cuore e coraggio, e cosa suggerisce – o quanto meno non disprezzerebbe - il segretario del Pd? Un governo Tremonti.

Quello della legge finanziaria lacrime e sangue – ma solo per una parte del Paese – macelleria sociale si è detto. E per fare cosa con lui? Una legge elettorale. Proprio quella che la gente voleva sentire, dal capo del più grande partito di opposizione.

Un regime è sull'orlo del tramonto, ma non si vede l'alba di un nuovo sole dell'avvenire.

Per carità. Questa legge elettorale è un obbrobrio, e va certamente cambiata, ma ora, sull'orlo dell'abisso, ci si attendono parole forti, linee guida importanti, messaggi che diano vigore a quella parte consistente di italiani delusi e in preda a un ormai decennale sconforto.

La gente ne ha abbastanza di questo modo di fare politica. Un modo doroteo ma i dorotei sono morti da vent'anni. Ma i dorotei vincevano in un'Italia moderata che moderata non lo è più.

L'Italia che vota in massa Berlusconi, non è più quel Paese bacchettone, che sopporta con pazienza trame politiche, giochi di potere, lacerazioni tra correnti. È un paese che ha preso una china pericolosa, spesso è sguaiato, in mano a personaggi dalla vita spericolata.

Il Mostro negli ultimi tempi ha preso forma, consistenza, l'Entità Oscura comincia a rivelarsi in tutte le sue fattezze ignobili.

Di fronte a una metamorfosi del genere, nella narrazione politica non va più bene l'antagonista “gentile”, il temporeggiatore disposto a lavorare il nemico ai fianchi.

Di fronte al Mostro, serve l'Eroe, bisogna sguainare la spada e avere il coraggio di San Giorgio contro il Drago.

L'eroe deve ispirare fiducia nei suoi, mettendosi in gioco, instillando speranza, non rassegnazione.

Deve raggiungere l'anima e il cuore, parlare schietto, anche a coloro che prima appoggiavano il Drago, dimostrando di essere diverso da lui, leale, credibile e affidabile.

Soprattutto, diverso dal Drago. Portatore di valori alternativi rispetto a quelli che hanno caratterizzato il dominio del mostro oppressore.

In altri tempi, andavano bene altri tipi di eroe, più tattici e furbi. Come Edipo, che sconfisse la crudele Sfinge che opprimeva Tebe risolvendo i suoi indovinelli. Come Ulisse, eroe intelligente per antonomasia. Ma ora non è il tempo della ragione, è il tempo della battaglia, e ci vogliono eroi come Ettore e Achille, non le furbizie di Ulisse.

È giunto il tempo di gettare il cuore oltre e affrontare la sfida a viso aperto. Non è detto che basti. Si può essere comunque sconfitti, ma, se ciò malauguratamente accadrà, accadrà con dignità, e avendo ridato speranza e coraggio a milioni di persone ora sperdute nella foresta oscura di questa politica italiana. E allora, il Drago non avrà comunque scampo.

 

 

 

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