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Home EcoBlog Passione Civile Nucleare Mio articolo su "Il Riformista" sul nucleare

Mio articolo su "Il Riformista" sul nucleare

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Venerdì il quotidiano Il Riformista ha pubblicato il mio articolo sul nucleare, in risposta a quello di Umberto Minopoli, filonucleare (vicino a Massimo D'Alema). Il mio articolo si inserisce dunque nel dibattito promosso dal quotidiano, cui hanno partecipato Chicco Testa e Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia (caro amico e grande persona).

il testo è stato pubblicato anche su Web da Greenrepoort (clicca)

e nel nostro sito nazionale Ecologisti Democratici:
Molti siti e blog hanno ripreso il mio articolo, con vari commenti. Qui segnalo: Red&Green, ClimateMonitor (che fa confusione tra energia e potenza), Chiara Fattori, Newclear
.Alcuni commenti si soffermano sul fatto che il 75% della crescita delle rinnovabili è dovuta a idroelettrico e biomasse. Ciò non smentisce il mio articolo visto che ho parlato di "energie pulite". Comunque anche escludendo l'idroelettrico, confermando il trend attuale di crescita delle altre rinnovabili raggiungeremo l'obiettivo europeo - se non ci

sarà di mezzo il nucleare, che è il vero ostacolo.

 

Minopoli mi onora di un ulteriore contro-replica sul Riformista di lunedì 24 maggio dal titolo: "Minopoli risponde ad Adami e difende il nucleare".

Il tono della sua replica è molto meno supponente, diventa evasivo, e anche questo è sintomo che, di fronte ai dati, i filonucleari hanno ben poco da argomentare.

Trovate qui la sua replica.

Non si risponde a una contro-replica, e gli lascio volentieri l'ultima parola sul Riformista. Tuttavia almeno nel mio blog voglio confutare le ulteriori inesattezze che ha posto nella sua risposta.

A fronte dei dati da me presentati sulla impossibilità del nucleare di contribuire in alcun modo al raggiungimento degli obiettivi europei di riduzione delle emissioni, Minopoli non risponda se non con argomentazioni generiche e ideologiche.

Mi accusa di "ottimismo", ma il mio è solo realismo e analisi dei dati di fatto.

L'Italia, che il nucleare non ce l'ha, certo non avrà alcun vantaggio nell'imbarcarsi nell'avventura atomica nel 2015 giustificandola con presunti – e impossibili - vantaggi ai fini degli obiettivi europei del 2020.

Anzi ne avrebbe un danno, per gli ostacoli frapposti allo sviluppo delle rinnovabili e dell'efficienza energetica, e anche questo è un dato di fatto, spero ben descritto nel mio articolo.

La verità è che il nucleare serve solo agli interessi a breve termine di potenti lobby industriali – delle quali molti personaggi sono espressione - e allora è importante smentire chi cerca per il nucleare impossibili alibi europei o presunti, inesistenti, vantaggi.

Minopoli mi suggerisce di leggere meglio il report del MIT, visto che avrei citato nel confronto tra le fonti energetiche l'eolico, che nel documento del MIT infatti non c'è. Conosco bene quel documento, e se Minopoli rileggesse il mio articolo noterebbe che cito due testi, uno del MIT e uno dell'agenzia di rating Moody's, dove invece il confronto con l'eolico c'è. E i risultati, di entrambi gli studi, sono quelli che ho riportato: che il nulceare è più costoso del 20-30% rispetto alle altre fonti.

Per quanto riguarda gli scenari futuri, Minopoli obietta la questione della riduzione dei consumi elettrici dovuta alla crisi, citando la ripresa (minima) in atto dei consumi. Anche su questo tema ho presentato dei dati, non mie personali percezioni del futuro. I dati sono stati esposti in un recentissimo convegno del Gestore Servizi Elettrici nazionale, con interventi anche di Terna, Enea e Fondazione Sviluppo Sostenibile, dove sono stati presentati due scenari di sviluppo diversi, uno centrato sulla riduzione dei consumi ed efficienza energetica, e uno, negativo, in cui i consumi crescono di più e non si ottengono i risultati sperati dall'efficienza energetica.

Premesso che questo secondo scenario è altamente improbabile grazie ai progressi tecnologici nel campo della riduzione dei consumi, il risultato finale  è che in entrambi gli scenari il nucleare è del tutto inutile per le richieste elettriche del nostro Paese sino al 2030 .

Una vera chicca, quando Minopoli afferma che "è noto" che i problemi del reattore finlandese in costruzione sono solo contrattuali e non tecnici. Questa è una palese menzogna che merita una immediata smentita, in quanto sono migliaia i fascicoli aperti dall'agenzia di controllo nucleare STUK per errori e inadempienze tecniche del costruttore Areva. E sono tecnici i problemi, dalla qualità del cemento alla resistenza delle reti d'acciaio agli stessi sistemi di controllo e emergenza, che hanno fatto levitare i costi dai 2,7 miliardi approvati dal Parlamento, ai 3,2 concordati nel contratto, agli attuali 6 miliardi già raggiunti e con il cantiere ancora aperto.

Infine, per quel che riguarda il presunto rinascimento nucleare negli USA, suggerisco a Minopoli di leggere questo mio breve saggio dove, con dati precisi dimostro che, anche nella più importante potenza atomica del pianeta, l'energia nucleare è destinata a un rapido, inevitabile declino.

Speriamo che, se non il buon senso, almeno la crisi abbia messo la parola fine ai sogni atomici del governo Berlusconi e delle cricca di lobbisti radioattivi.


 

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