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Non mettetici la croce sopra

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Non metteteci la croce sopra, ossia: non votateli. Non votate quegli auto-candidati, che ancora prima della definizione delle liste, hanno tappezzato la città e il nostro Municipio con i loro bei faccioni. C'è anche il simbolo del loro partito, non si sa autorizzato da chi, visto che i partiti stanno ancora discutendo al loro interno, sino a lunedì.

Prendete nota, nome e cognome, di quei signori sui manifesti che vedete e non votateli. Molti sono di centro-destra, ma non mancano quelli di centro-sinistra. È un grave malcostume politico iniziare la propaganda, quando ancora non vige il regime di moratoria imposto alle campagne elettorali, senza essere ancora formalmente candidati.

Ovviamente cancellate dalla vostra lista personale quei faccioni su cartelloni abusivi che imbrattano il nostro territorio, e talvolta creano disagio e pericolo per il cammino dei disabili (come me).

E poi c'è la questione dei soldi. Ormai le campagne elettorali hanno raggiunto costi stratosferici. Una campagna elettorale “economica” per la Regione Lazio costa al candidato centinaia di migliaia di euro. Sappiamo di candidati che arriveranno a spendere due milioni di euro. Cifre folli, che indignano la maggioranza dei cittadini che faticano a campare. “Sono i costi della politica”, si giustificano. Non è così. Sono i costi di una politica malata e compromessa che noi possiamo e dobbiamo combattere.

Le candidate alla presidenza possono certamente già fare propaganda, ma anche loro devono rispondere ai cittadini sulla provenienza dei fondi che servono per la campagna elettorale.

La Polverini afferma che la sua campagna elettorale costerà 500 mila euro: è evidente che non è così. Chiediamo e pretendiamo allora dalle candidate alla presidenza di mettere i bilanci delle spese elettorali a disposizione dei cittadini.

È ora che la politica cambi, è ora della trasparenza e di atti più sobri e rispettosi. Ci sono segnali evidenti e forti che la gente è stanca e non ne può più di un sistema che facilita il rapporto torbido tra affari, imprese e politica, e la corruzione.

Se vi invitano a una mega cena elettorale, con centinaia di invitati, magari con ballerine brasiliane – è successo anche questo – in ristoranti o in un centro sportivo, magari abusivo, prendete nota di quel candidato, cancellatelo dalla vostra lista, e mangiatevi invece una bella pizza con una persona a cui volete bene.

Se vedete la gigantografia di un candidato appeso a dieci metri d'altezza sul palo della luce, disseminata in migliaia di copie, chiedetegli e pretendete di sapere da dove ha preso tutti quei soldi, chi lo finanzia e che cosa ha promesso in cambio alle lobby che lo sostengono. Almeno così la politica diventa trasparente e i cittadini sanno chi hanno votato e chi c'è dietro.

 

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