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Miti ed Eroi

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Cerchiamo allora di scovare tra i miti e le fiabe quei segni universali, modelli e archetipi validi in ogni tempo, che da millenni sono presenti nel nostro immaginario, e dunque nei nostri racconti. I miti sono “l’espressione del volto di Dio”, come affermava lo studioso Joseph Campbell, espressione narrativa, perché tramandata attraverso il racconto, orale e scritto, dei nostri avi. Nei miti troviamo personificazioni di immagini divine con specifiche “funzioni” legate agli antichi riti tribali: divinità antichissime, legate agli astri (il dio-sole, la luna) e miti più complessi, come Icaro, Medea e i tanti del sublime impianto narrativo che ci hanno lasciato i Greci.

I miti e le fiabe sono componenti fondamentali di generi narrativi come il Fantasy, la Fantascienza e l’Horror, che hanno generato prodotti di enorme successo come le saghe del “Signore degli Anelli” di Tolkien, di “Harry Potter” di J.K. Rowling e delle “Guerre Stellari” di Gorge Lucas. Già questi nomi bastano a testimoniare quanto il mito sia ancora vivo e presente nell’immaginario fantastico odierno. Anche altre storie di successo, di vari generi, celano una solida base mitologica o fiabesca: ad esempio, il celebre film “Pretty Woman” (di Garry Marshall, con J. Roberts e R. Gere, 1990) richiama la fiaba di Cenerentola, “L’Avvocato del diavolo” (di Taylor Hackford, con Al Pacino, 1997) è la storia di Faust, e fa esplicito riferimento a John Milton, autore del poema “Paradiso perduto” (1667), “Artificial Intelligence” (di Steven Spielberg, su un progetto di Stanley Kubrick, 2001) traspone la fiaba di Pinocchio in un contesto di fantascienza. Il mito funziona perché è profondamente radicato nella nostra cultura. Da sempre siamo alla ricerca di un Eroe forte che sconfigge i suoi nemici, siano essi la strega, Polifemo, la balena Moby Dick, o il lupo cattivo. Fiaba e mito attingono al medesimo patrimonio di simboli, forme primordiali dell'inconscio collettivo, che appartengono a tutta l'umanità. Per questo, ad ogni latitudine e in qualsiasi tempo ci riconosciamo più o meno nelle stesse storie. Di quei simboli universali, la fiaba ne è l'espressione più diretta, rivolta alla mente ricettiva dei bambini, anche con intenti morali e didattici. Il mito ne è l'espressione più complessa, multiforme, legata ai culti e ai riti dell'anima religiosa dell'uomo, "rappresentazione dei volti di Dio", come spiegava l'antropologo americano Joseph Campbell.

 


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