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Struttura Multilineare

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Negli ultimi anni, si è spesso citato il “modello multi-lineare” come esempio innovativo di narrazione che rompe lo schema rigido dei tre atti “canonici”.

Di che cosa si tratta?

In poche parole, nella struttura multi-lineare non c'è una singola storia arricchita da eventuali trame secondarie – i subplot – bensì un insieme di storie – più o meno di pari dignità – che scorrono parallele e talvolta s'intersecano intorno ad un tema comune, che tiene in piedi l'intera opera.

La struttura multi-lineare caratterizza anche opere narrative tutt'altro che "nobili": le telenovelas, o soap operas, o seriali, sono da decenni strutturate in forma multi-lineare, con vari personaggi le cui vicende si intrecciano nel racconto, spesso saltando bruscamente da una vicenda all'altra.

In questa struttura, dunque, non interessa l'evoluzione di un protagonista alle prese con un suo conflitto, interiore o esteriore, ma l'intreccio delle azioni di svariati personaggi intorno ad un “punto focale” della narrazione, che può essere un certo ambiente (ad esempio un ospedale), un sentimento o un'idea comune, un oggetto o qualsiasi cosa che possa legare singole storie altrimenti del tutto scorrelate.

Antesignano del cinema a struttura multi-lineare è il film “America Oggi” di Robert Altman (USA 1993, con Andie McDowell, Bruce Davison, Jack Lemmon), seguito con buon successo da “Magnolia” (USA 2000, di Paul Thomas Anderson, con Julianne Moore, Tom Cruise) e “Lantana” (Australia 2001, di Ray Lawrence). Se in America Oggi il tema fondamentale sono proprio gli USA, descritti con amarezza impietosa nelle nove storie che s'intersecano, tratte da altrettanti racconti di Raymond Carver, sia in Magnolia sia in Lantana è il classico tema dell'amore a legare le vicende: amore negato, desiderato, cercato, perduto.

In Magnolia è un moribondo miliardario a centrare la storia, anche se la relazione tra i 9 personaggi principali, in alcuni casi, non va oltre la pura casualità – ma è l'autore stesso a dichiararlo in una sorta di "manifesto programmatico" all'inizio e alla fine del film; in Lantana, dove la storia si tinge di giallo, è la scomparsa di una donna, e il relativo sospetto che si tratti di omicidio, a sconvolgere le vite di varie persone che, a vario titolo, la conoscevano.

In Lantana l'uso degli schemi del genere, con tanto di investigazione, anche se stravolti da un finale a sorpresa, rende meno “multi-lineare” la struttura, e contribuiscono a “focalizzarla” verso una trama principale.

In genere, le strutture multi-lineari, presentando varie storie e tanti personaggi, spesso molto diversi tra loro, tendono, come nella pittura, a disegnare veri e propri affreschi di una certa società, di un dato ambiente, di un'epoca.

Scrivere una storia multi-lineare non è facile: la presenza di molti personaggi può disorienater lo spettatore, e il rischio di “effetto tele-novela” è sempre presente.

Ad ogni modo, le strutture multi-lineari non smentiscono affatto il modello in 3 atti: se prendiamo singolarmente ciascuna storia raccontata in un film come Magnolia, ne ricomponiamo l'unità narrativa spezzata dal regista, scopriremo una storia in 3 atti, caratterizzata da un inizio, uno sviluppo, una fine.

 

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