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CHI SONO, CHE COSA FACCIO, LE MIE PASSONI

Sono nato a Roma il giorno in cui Pierpaolo Pasolini completava la sceneggiatura di Accattone e “l’estate ardeva ancora bollente” come scrisse il poeta. Sono nato proprio a Cinecittà, e forse anche questo è un segno del destino. Ci vivo tuttora, anche se è in periferia: dal mio balcone vedo il Parco degli Acquedotti, e con un po' di fantasia posso allungare lo sguardo sino all'Appia Antica. È un bel posro, e non mi lamento.

A proposito di vedere: ormai ci vedo pochissimo, perché una malattia genetica – la retinite pigmentosa - sta divorando giorno per giorno la mia ratina; è’ lo stesso problema di Sergio Staino, il grande vignettista autore di Bobo, e della cantante Annalisa Minetti, per citare qualche compagno di sventura, che però cerco di affrontare con molta serenità: finirò come Omero? Per uno scrittore sarebbe il massimo, anche se, per ora, rassomiglio solo a Mr. Magoo…!

Scrivere è la mia vita, ma non vivo scrivendo. Pochi se lo possono permettere in Italia, dove un libro è considerato di successo se ha venduto cinquemila copie, e gli scrittori sono “costretti a lavorare”, per tirare su qualche soldo. Io lavoro come ingegnere, ingegnere elettronico, esperto di comunicazioni spaziali, satelliti (ooh! qui ci vuole un segno di attonita sorpresa: che c'entrano i satelliti con la scrittura?). Credo che lo stesso ooh! di sorpresa lo esclameranno i miei colleghi, abituati a vedermi alle prese con link budgets e antenne, e non con romanzi (che c'incastra la scrittura con i satelliti?).

Posso dire, a posteriori, che essere ingegnere mi ha arricchito anche nella scrittura, regalandomi degli strumenti molto utili per la stesura di un romanzo, quali una certa capacità critica, un'analisi di sistema, una voglia di organizzare e progettare che fanno molto comodo anche a uno scrittore. Non per questo consiglierei a chi vuole scrivere di studiare la meccanica quantistica. Anzi, lo sconsiglio fortemente. Solo che, una volta preso il benedetto pezzo di carta, tanto vale usarlo al meglio, anche al di là del suo scopo naturale. Non sono un ingegnere pentito, però. Mi piace il lavoro che faccio. È anche un lavoro creativo, per cui non mi lamento. Spero, comunque, di realizzare nei miei prossimi quarantott'anni anche il mio sogno, la mia vocazione naturale: scrivere.


LA POLITICA ECOLOGISTA

Sono molto impegnato sul fronte delle battaglie civili ed ecologiste: lo scorso anno ho aderito agli Ecologisti Democratici e sono membro del Consiglio Nazionale dell’Associazione; ho fondato insieme con altri amici il primo circolo nazionale degli Ecodeml a Roma, nel territorio del X Municipio. È un circolo molto attivo e – per una fortunata congiuntura astrale – pieno di gente in gamba che ha tanta voglia di fare per tutelare e valorizzare l’ambiente in cui viviamo, la qualità della nostra vita.

Gli ecologisti democratici sono una associazione nazionale che ha preso spunto da un gruppo di ambientalisti che facevano riferimento all’area dell’Ulivo, provenienti da associazioni come Legambiente o il Movimento ecologista. Un primo appello ecologista democratico risale a maggio del 2007, anche precursore della nascita del Partito democratico, che si è concretizzata successivamente.

Tra i promotori, gli ex presidenti e direttore di Legambiente, Ermete Realacci, Della Seta, Ferrante, l’ex ministro Edo Ronchi, gli ecologisti Scalia e Mattioli, parlamentari della sinistra ecologista dei DS Vigni, Gentili e molti altri. Sono tutte ottime persone, e non è poco; intendono portare avanti una politica più pulita (ecologia della politica) indirizzata all’interesse della comunità piuttosto che a quella di pochi potenti. È un piacere e un onore lavorare con loro.


LA MUSICA JAZZ

Se non fossi ingegnere, né scrittore, so per certo che cos'altro avrei voluto essere: un pianista jazz. Adoro il jazz, adoro suonare il pianoforte. Non essendo un bravo pianista, però un dignitoso scrittore credo di sì, sto scrivendo il mio nuovo romanzo che ha per protagonisti un trombettista jazz sardo (ispirato al grande Paolo Fresu, che ho il piacere di conoscere). Puoi trovare nel link jazz alcune valutazioni personali sulle mie passioni musicali, se t'interessano.

Come chiunque, ho qualche vizio: fumare la pipa, ad esempio, ma senza esagerare. Posseggo una collezione di ventisei pipe, che curo con amore. La pipa è un bell'oggetto: è calda, armoniosa e m'aiuta a pensare. In questo momento sto scrivendo con il sottofondo della musica di Miles Davis e con una robusta pipa Mastro de Paia in bocca (nel fornello, brucia la classica miscela inglese Dunhill). Ne ho tanti altri, di vizi e difetti, ma non ve li dico.

Eccomi qua, dunque. Questo è tutto. È già molto.